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28 luglio 2011

ISAAC ASIMOV


Conosco accaniti lettori di fantascienza che arriverebbero alla violenza fisica in una discussione su chi sia il maestro indiscusso del genere: Arthur Clarke, Douglas Adams, Philip Dick... o Isaac Asimov.

Isaac Asimov nasce in Russia nel 1920, ma si trasferisce in tenera età con la sua famiglia negli Stati Uniti. Qui, grazie al lavoro dei genitori, venditori di giornali e riviste, ed a causa della sua salute cagionevole, si appassiona alla lettura, perlopiù di fantascienza.


Scrive il suo primo racconto già all'età di dodici anni, cui ne faranno seguito diversi altri, molti dei quali, pubblicati su riviste specializzate, saranno il preludio delle sue opere più famose, racchiuse nel Ciclo dei Robot e nel Ciclo delle Fondazioni.

Tra un racconto e l'altro, il brillante Isaac si laurea in biologia e chimica alla Columbia University e, dopo la guerra, vissuta come scienziato nei laboratori sperimentali della marina, riprende la sua vita divisa tra lavoro scientifico e attività narrativa, pubblicando altre opere famose, come la serie per ragazzi di Lucky Starr ed i suoi primi testi scientifici divulgativi, che diventeranno negli anni Sessanta l'attività principale dello scrittore, per poi tornare ad alternare saggistica e narrativa (a questo periodo risale anche la sua autobiografia), fino alla sua morte, per AIDS contratto dopo una trasfusione di sangue. Dopo la morte, egli fu cremato e le sue ceneri disperse, come egli stesso aveva richiesto.

Non so se Asimov sia il più grande scrittore di fantascienza mai esistito, ma di sicuro è stato uno dei maestri indiscussi dell'hard scienze fiction, la narrativa fantastica basata su solide basi scientifiche, che le conferiscono estrema plausibilità, alla quale lo scrittore statunitense aggiunge sempre quelle venature noir che coinvolgono il lettore e lo tengono incollato alle pagine. 

La fantascienza di Asimov non è mai assurda, campata in aria o strampalata ed ha l'incredibile pregio di unire passato e futuro (si pensi, ad esempio, che il Ciclo delle Fondazioni è ispirato palesemente al crollo dell'Impero Romano), di prendere in prestito la scienza e, tramite la fantasia, restituire in cambio narrativa e tecnica.


Già perché se da un lato non abbiamo i cervelli positronici o la psicostoria, dall'altro abbiamo le tre leggi della robotica. Ma andiamo con ordine.

Nella sua produzione letteraria Asimov ha creato la scienza della psicostoria, che permette di prevedere il comportamento di una moltitudine di individui, i cervelli positronici, indispensabili per l'intelligenza artificiale avanzatissima dei suoi robot, e le tre leggi della robotica o tre leggi di Asimov:


1.    Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. 

2.    Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.

3.    Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. 

Tali leggi, di pura invenzione letteraria, convinsero a tal punto gli scienziati dell'epoca che oggi sono largamente implementate negli automi (non in quelli di uso militare, sembrerebbe), per quanto lo stesso autore nelle sue opere ne esplori i limiti. Particolarmente cara ad Asimov nei suoi racconti sui robot è la possibilità che questi comincino a pensare in modo indipendente e creativo ed a provare sentimenti umani.

E, se da un lato sono state create trasposizioni cinematografiche delle opere di questo scrittore, basti pensare a “L'uomo bicentenario” con Robin Williams ed “Io, Robot” con Will Smith, dall'altro sono innumerevoli le opere che si rifanno alla sua produzione letteraria: credo che nessuno al mondo possa negare che il pianeta Coruscant dell'Impero Galattico di Star Wars sia l'esatta replica del pianeta Trantor dell'Impero Galattico del Ciclo delle Fondazioni, solo per fare un esempio. 

Non meno degna di nota fu la sua opera nel campo della divulgazione scientifica: la prosa snella, diretta ed efficace di Asimov è quanto di più adatto si possa immaginare per spiegare i complessi fenomeni che si celano dietro la scienza e la natura. Devo tuttavia sottolineare che, mentre la fantascienza dell'autore statunitense sembra tutt'oggi viva e plausibile, le sue opere divulgative risentono del passare del tempo e risultano oramai superate.

Isaac Asimov era un uomo estremamente intelligente, per anni vice-presidente onorario del MENSA, un visionario, un anticipatore capace di assumere posizioni per la difesa degli omosessuali, il controllo delle nascite e l'emancipazione femminile in un epoca in cui questi argomenti erano ancora tabù, lottare per la difesa dell'ozono, quando ancora non era un tema caldo, e contro le teorie eugenetiche, pur facendolo, in modo poco ortodosso, esortando ad attuarle per dimostrare come sarebbero miseramente fallite.

Un'intelligenza fine, acuta, prolifica, che ci ha donato splendide pagine di letteratura che in fin dei conti è riduttivo definire semplicemente fantascienza, tuttavia, se la fantascienza non vi piace, probabilmente è perché non avete mai letto qualche opera di Isaac Asimov.

A cura di Diego

3 commenti:

Aliena ha detto...

Molto bello questo post, complimenti a chi lo ha scritto.
Per quanto mi riguarda è decisamente e senza alcun dubbio lui il miglior autore di fantascienza. Ha scritto pagine che sono oggi innovative quanto lo erano alla loro prima pubblicazione e in uno stile così pulito da fare invidia a chiunque si cimenti nella scrittura. Agevolissimo da leggere in lingua originale anche per chi manca di esercizio, lo consiglio sempre a chi mi chiede con cosa iniziare a leggere in inglese.
Di tante cose che ho letto da quando a tre anni ho iniziato a leggere, credo che la psicostoria sia l'idea più originale di tutte, visionaria, moderna e Hari Seldon per me è un personaggio indimenticabile, uno di quelli così accattivanti che vorresti fossero reali per potergli esprimere la tua stima!
Asimov poi occupa un posto carino carino anche nella mia storia personale, sono stata terribilmente fortunata e l'ho avuto come seconda prova in lingua all'esame di stato... che da esame si è dimostrato un vero divertimento... e dire che volevo scegliere il francese!

Diego ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Diego ha detto...

Grazie per l'apprezzamento: fa sempre piacere, soprattutto ad un recensore dilettante.
Per me Asimov è stata una conoscenza quasi casuale. In uno di quei periodi "ed ora che cosa potrei leggere?", mi capitò per le mani "La fine dell'eternità": non fu una gran soluzione al problema, perché lo divorai in un solo pomeriggio, tanto mi piacque! :)
Da allora sto leggendo, un po' alla volta, tutto quello che ha scritto... per poi recensirlo qui, su Reader's Bench

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