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21 luglio 2011

IL DRAMMA DI UN CENTENARIO CHE HA FATTO LA RIVOLUZIONE VIETNAMITA ED ORA SI DEVE SORBIRE LADY GAGA AL BAR DI FRONTE

 
 
Oggi scrivo stravolta perché il caldo è stato davvero insopportabile,
la temperatura ha raggiunto picchi di 37°C con tassi di umidità quasi
totale, aggiungete poi il traffico e l'asfalto...

Ecco una piccola lista dei momenti più belli passati ad Hanoi:

1. Fermarsi ad un baretto di strada per bere un succo di canna da
zucchero fresco appena spremuto, sedendosi su mini sedioline di
plastica. I vietnamiti amano stare accucciati, è una posizione molto
comune e nelle case e nei locali le sedie sono dei piccoli sgabellini
di plastica (la metà o un terzo di quelli che da noi si trovano
all'asilo).

Prima di partire devo assolutamente procurarmi un set di mini tavolino e mini sedioline, sembra assurdo ma vi assicuro che sono molto comodi.

2. Passare una mattinata al tempio della Letteratura.

Il tempio della letteratura è un grande complesso di templi, edifici,
piscine e giardini, costruito nel 1070 dall'imperatore Ly Thanh Tong
in onore di Confucio. Ospitò la prima università vietnamita e ha
formato moltissimi filosofi  e pensatori. Ogni volta che uno studente
si laureava gli veniva dedicata una stele di pietra sorretta da una
grande tartaruga di pietra.

Delle steli originali ne sono rimaste solo 82 e sono conservate sotto
uno splendido porticato in un cortile del tempio.

Questo mi ha fatto pensare al rapporto contraddittorio che hanno gli
abitanti di questa città con determinati animali; le tartarughe vengono considerate sacre, infatti il lago del centro si chiama lago
della tartaruga d'oro o della spada ritrovata e pare che dentro di esso ne abiti una dalle dimensioni giganti..

La leggenda narra che durante la lunga occupazione mongola della
regione, gli dei mandarono al re Le Loi, attraverso una tartaruga
d'oro, una spada magica con la quale i vietnamiti riuscirono a
scacciare l'ondata mongola.

Il giorno dopo la vittoria il re si trovava in barca sul lago e la
tartaruga d'oro riapparve, ed il re le restituì la spada. Sull'isola più piccola del lago venne eretto un tempio in onore della
tartaruga d'oro.

Se però visitate un mercato, rischiate di vedere graziose tartarughe
imprigionate in ceste di paglia che tentano di fuggire. Sono scene
tremende, questi meravigliosi animali ti guardano con occhi tristi e
spaventati, nel peggiore dei casi queste bestiole vengono avvolte
completamente da una rete di stoffa che le soffoca mentre cercano di liberarsi. Terribile.

I cani sono molto amati, ci sono volpini che ha causa dell'umidità
hanno pettinature pazzesche, meticci e poi tanti, tantissimi
chihuahua, che credo debbano essere dei cani del posto. Si trovano
ovunque anche randagi, microscopici cagnetti che qui passeggiano tra le strade.
 
Esiste però una strada specializzata in ristoranti che preparano cani,
in pentola, alla piastra e al vapore.

Per un attimo ho pensato che gli orientali fossero più violenti e
crudeli di noi nei confronti degli animali, poi però mi sono resa
conto che noi abbiamo semplicemente passato una fase, ossia quella
della violenza diretta.

I nostri nonni ammazzavano i maiali, noi non lo facciamo più e l'idea
ci farebbe rabbrividire ma siamo complici silenziosi dei massacri dei
macelli, mentre qui la gente uccide ancora gli animali che mangia da
sé.


3. Tentare di capire il gioco che gli uomini anziani fanno per le
strade e farli ridere mentre non stai capendo assolutamente niente.

Sembra un misto tra dama, scacchi ed un gioco militare. C'è una
superficie con delle caselle e delle pedine rotonde che vengono poste a testa in giù e coperte da un coperchietto. Prima si posizionano, poi si scoprono le pedine e si inizia a giocare fino a quando sei arrivato a riempire le caselle dell'avversario.
Può durare per ore ...

4. Cenare in una ristorante tipico mangiando cu cha, il tipico piatto
di Hanoi con pesce alla piastra cotto su pentole direttamente sul
tavolo e mangiato con verdure, erbe, germogli e noodles di riso.

5. Fare amicizia con i bimbi. 
 
I bimbi che incontro qui mi sembrano sempre più belli e simpatici dei nostri. A casa, a volte capita di andare all'asilo o in una scuola e di voler prendere a calci bimbi viziati e antipatici ed i loro genitori.
Qui crescono letteralmente lungo le strade, protetti da parenti e vicini e salutano con gioia i turisti considerandoli buffi evidentemente.
 
I vietnamiti nell'educazione dei figli hanno molte cose in comune con i giapponesi; amano alla follia i bimbi, li coccolano, li venerano, dimostrano loro amore e affetto in continuazione. I bambini sono adorati e viene loro permesso praticamente tutto, non vengono quasi mai sgridati eppure non sono prepotenti e nemmeno viziati, non piangono mai.

I genitori non si impongono mai al di sopra dei figli, ma nel crescerli
ridiventano bambini essi stessi ricrescendo assieme a loro. Genitori e
figli sono quindi allo stesso livello e quando il bimbo sbaglia impara
attraverso il genitore. I genitori non stanno dietro al figlio per spingerlo nella crescita ma piuttosto gli stanno a fianco e ritornano
in parte bimbi.


Domani lasciamo Hanoi, quindi a presto con nuove cartoline da altre città!
 
A cura di Nicoletta, visitate il suo blog La finestra sul té


1 commenti:

Diego ha detto...

Piccola errata corrige: non solo i nostri nonni uccidevano il maiale. Ti posso garantire che lo fanno a tutt'oggi e in modo non meno cruento.

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