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13 luglio 2011

HANOI, CAPITOLO SECONDO



LA MODA DI STRADA

Come in ogni altra grande città, anche ad Hanoi quello che conta è il look, ecco una lista delle varie tipologie di stile che potete osservare camminando, meglio sarebbe dire, cercando di non farsi investire per strada:


1. IL TIPO/LA TIPA DA MOTORINO

Il tipo o la tipa in motorino rappresentano il 90 % del look totale. Per essere un perfetto motorinista molesto necessiti di: mascherina anti smog, con interni in morbido cotone bucherellato, ed esterni colorati e super alla moda, le fantasie spaziano dal finto Gucci, al tartan scozzese. 

Mi sono fatta travolgere dallo stile (finto) Custo Barcelona, coloratissimo e floreale (non potevo farmela mancare);  giubottino anti smog e anti polvere in stile con la mascherina, è un soprabito leggero sempre con interni in cotone traspirante (si fa per dire) che può essere della stessa fantasia della mascherina o al limite in contrasto, inoltre le maniche sono allungate fino a coprire tutta la mano, protezione totale durante la guida; in caso di pioggia, Kway in plastica leggera sempre in coordinato con i toni del giubbottino o al limite di plastica più pesante se diluvia. Anche in questo caso trovate diverse fogge, dalla forma a pipistrello a quella a pinguino e per i più piccoli Kway anti pioggia a forma di panda da coordinare con la mini mascherina con la faccina di panda; per finire il casco, che ovviamente è solo una questione di stile e quindi bando ai vecchi caschi integrali che fanno sudare, qui si usano i caschetti da cavallerizza! Che con lo stile tartan ci sta alla grande. Questi elmetti hanno interni in plastica ricoperta di cotone, esternamente sono coloratissimi, anche questi si possono coordinare con il resto del look; in alternativa ai caschetti da fantino, i signori meno fashion usano gli elmetti souvenir da vietcong che si trovano in tutte le bancarelle della città vecchia.
E per le famiglie, l'accessorio immancabile è la cintura porta baby con la quale agganci in bambino davanti a te sullo scooter, anche questa in vari colori.

2. LA RAFFINATA POVERTA' DEI VECCHIETTI (loro sono i miei preferiti)

I nonni vietnamiti hanno la calma e la tranquillità dei vecchi saggi orientali, di solito vestiti poveramente ma con gusto e sobrietà. Per i nonni pantaloni neri o grigi con camicia chiara o camicia tradizionale in lino nero con bottoni in stoffa, in alternativa canottiera e pantaloni del pigiama, rigorosamente a righe, ciabatte o sandali scuri.

Per la nonna, capelli raccolti, camicia a fiori abbinata a pantaloni morbidi nella stessa stoffa, oppure versioni più semplificate del tradizionale ao dai, sandali o infradito di paglia di riso e l'onnipresente cappello di paglia a cono!  Se la nonna vende frutta al mercato o per le strade necessiterà anche di una Kway anti pioggia in plastica leggera e dei classici cesti che pendono da una sbarra di legno che tiene in equilibrio su una spalla.

3. IL PIGIAMA DA PASSEGGIATA

All'inizio questa categoria di donne lascia sorpresi gli occidentali abituati a considerare il pigiama un abito con il quale si va a dormire.
Qui ha un doppio ruolo; molte signore e giovani donne che abitano nelle brulicanti strade della città vecchia, si mettono in pigiamino e dopo cena passeggiano per il lungo lago, prendono un gelato o un frullato ghiacciato, chiacchierano, fanno vita sociale e poi sono pronte per andare a letto.
Praticamente qui è un pigiama party ogni sera. Geniale, quante volte si è talmente stanchi da non riuscire nemmeno a spogliarsi e gettarsi a letto? Con questa tecnica  anche se sei stanca morta non ti devi preoccupare, ti lanci nel letto e sei a posto.

4. L'INTRUSIONE DEI BRAND OCCIDENTALI

Anche qui ci sono persone che hanno bisogno dei loro status symbol per sentirsi bene. Porshe, Mercedes, Bentley e BMW guidate da donnine in tacchetti, da uomini sospetti o da generali in divisa.
In pieno boom economico, iniziano a crearsi sostanziali differenze tra la gente comune (che noi a prima vista possiamo considerare povera, ma credetemi non è così, non sono poveri, non hanno lussi è vero ma sembrano tanto felici) e i milionari vestiti D&G o Versace.
Giovani donne con visi completamente rifatti per sembrare più occidentali, vestite con camiciette leopardate trasparenti e tacchi 12.
E poi la maledizione delle borsette Vuitton. Ma quanto cavolo guadagna la Vuitton? Ma è mai possibile che ovunque nel mondo ti ritrovi queste odiose borsette?

Ecco quindi una breve descrizione dello street style della capitale, vi aggiornerò sugli stili delle altre regioni del paese.




PROBLEMI DI COMUNICAZIONE: COMPRARE IL BIGLIETTO DEL TRENO

Tra due giorni ci recheremo nella baia di Halong e quindi bisognava comperare il biglietto del treno. Identificata la stazione centrale, prendiamo il numerino e ci mettiamo in coda.
Arriva il nostro numero, ci lanciamo allo sportello ma l'impiegata non sembra vederci, salto su e giù per farle capire che ci sono io davanti ad una coda di persone che spingono allo stesso sportello.
In ogni ufficio del mondo, le impiegate statali sono da prendere a calci, figuriamoci se parlano solo vietnamita. Cartina alla mano cerco di farle capire dove voglio andare e  quando, lei annuisce, penso "dai che ha capito", mi chiede a che ora voglio partire "va bene alle 9 del mattino dalla stazione centrale?" " Beh si certo benissimo" Infatti mi fa un biglietto per le 6 del mattino e la stazione di partenza si trova a mezz'ora fuori Hanoi dall'altra parte del fiume Rosso.
Ovviamente una volta emesso non si può più cambiare e quindi se mai arriverò alla baia di Halong vi racconterò di come sarà andato il viaggio.



LE OFFERTE AGLI DEI ED AGLI ANTENATI: ANCHE GLI IMMORTALI DEL TAOISMO AMANO GLI SNACK

Templi e pagode si incontrano spesso passeggiando per la città, molte sono famose altre meno.
Hanno tutte in comune però, un altare che ospita un Buddha, divinità varie o lavagnette degli antenati. Davanti a questo altare uomini e donne pregano accendendo incensi e ponendoli nei grandi tripodi di bronzo o nei cesti di fiori. Le offerte all'altare cambiano di paese in paese  e dunque suppongo siano differenti anche i gusti alimentari delle divinità.
Basta riso, sono secoli che Confucio si becca in offerta sto riso, ora vuole solo i biscottini oreo, rigorosamente quelli al doppio gusto cioccolato-burro d'arachidi o le Pringles, accettata anche la birra o il tè in lattina.
Chi vuole fare le cose fatte  bene, non deve correre rischi, bisogna offrire soldi facsimili (basta il pensiero) che vengono venduti nelle bancarelle all'entrata dei templi. 
Trovate i finti dong, finti euro e finti dollari. Si accettano offerte a partire da 300 USD.

Alla prossima cartolina!

 A cura di Nicoletta

Non smettete di visitare il suo blog, La finestra sul Te, troverete ricette, foto e tantissimi articoli!

1 commenti:

Claretta ha detto...

Divertentissimo racconto! Prenderò alcuni suggerimnti di moda per la prossima stagione. Mi guarderanno tutti con il mio pigiamino con i cani blu! :)

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