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15 giugno 2011

Recensione | L’UOMO BONSAI (Fred Bernard)

Dopo avervi raccontato dell’incontro/cena con Fred Bernard, oggi vi proponiamo la recensione della sua opera: ”L’Uomo Bonsai”.

La storia parte in una locanda di pirati, dove il capitano O’Murphy racconta ad alcuni bucanieri la storia dell’incontro con una nave fantasma, il cui unico passeggero era un albero gigante, ma soprattutto parlante. L’albero iniziò a raccontare la sua storia al capitano e a due membri del suo equipaggio, portandoli a scoprire la fantastica storia del vasaio Amédée.


L’autore segue passo passo l’evoluzione di Amédée, da uomo costretto ad abbandonare il suo lavoro per arruolarsi su un mercantile, fino a diventare schiavo e passatempo sulla nave pirata che lo ha rapito. In seguito diventa un novello Crusoe quando lo abbandonano su di un’isola deserta, diventando, infine, un super uomo, quando il bonsai che gli è cresciuto sulla testa, gli dona poteri straordinari.

Con il passare delle pagine cambia la condizione di Amédée, ma non passa quella tristezza di fondo che lo accompagna fin dalle prime battute, quando è costretto ad abbandonare il suo amato tornio. Ironia della sorte, da creatore di vasi e contenitori, si troverà ad essere lui stesso contenitore del bonsai. Il bonsai è usato dall’autore come metafora del prendersi cura di se stessi, come spinta per avere forza e stare bene. Il protagonista non riesce a prendersi cura di se stesso da solo, ma soltanto attraverso l’incontro con i pirati cinesi e il vecchio, riesca a trovare una soluzione alla sua condizione. Quindi è anche attraverso gli altri che si prendono cura di noi, che possiamo trovare la serenità.

Ma l’animo del protagonista, si risolleverà solo attraverso l’incontro con l’amore di Shangai Li. Questa storia d’amore stride con la sua nuova essenza. Lo scorrere del tempo umano, non è uguale a quello del tempo vegetale e questo porterà Amédée ad essere diviso fra due mondi, con un animo umano costretto in un tempo non suo.
La sua condizione, lo farà sopravvivere agli affetti, portandosi dietro tutto il suo dolore, accompagnato dalla mancanza di voglia di vivere.

L’autore ci trasporta, secondo la più classica tradizione delle storie piratesche, fra porti pieni di vita, isole tropicali deserte e scorci magici e incredibili. La storia nasce da una novella scritta dall’autore dopo un incubo e successivamente trasportata in un fumetto, che attinge a piene mani dall’influenza di autori come Jean-Pierre Autherman o Hugo Pratt.

L’autore segue lo stile dei suoi precedenti fumetti, come ad esempio “Les aventures de Jeanne Picguigny”, con uno tratto molto particolare. Potrà non piacere a tutti, ma sicuramente ha il pregio di risultare unico e riconoscibile.

Molto adatta anche la scelta dei colori da parte di Delphine Chédru, che con delle tonalità scure e l’uso sapiente delle ombre, alternate a tonalità più calde, riesce a farci percepire le emozioni dei personaggi anche solo attraverso l’uso della vista.

Consiglio vivamente la lettura de “L’Uomo Bonsai”, perché è una storia profonda e piena di simbolismi, che ci trasporta, attraverso l’incontro e il racconto dell’uomo albero Amédée, in un mondo fantastico che fa da cornice ad una profonda storia di vita.

A cura di Davide

“L’Uomo Bonsai” di Fred Bernard, Ed Tunué, 128 pagg, prezzo 14,70 euro

Voto: 9 / 10







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