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29 giugno 2011

MINOR WHITE





La fotografia pura e diretta è Minor White.

Nato a Minneapolis nel 1908, inizia all’età di trent’anni la sua attività di fotografo dopo gli studi di letteratura e storia dell’arte alla Columbia University.

Nel 1952 con Ansel Adams e Nancy Newhall fonda la rivista Aperture, nella quale pubblica alcuni dei suoi migliori lavori.
 

Una fotografia pura, tecnicamente perfetta in grado però di realizzare immagini stupende, questo, il suo segno distintivo. 

L’obbiettivo è la sola macchina in grado di compiere metamorfosi e la fotografia si prefigge di andare oltre il soggetto.

Quello che appare in foto è comunque di fondamentale importanza ma il suo vero significato deve esser scoperto solo da chi guarda.
A proposito della fotografia, The Three Thirds (I tre terzi):



“L’identificazione del soggetto può essere così casuale che occorre un titolo per far capire che vale la pena di sforzarsi per avere un’ulteriore esperienza dell’immagine. La fotografia The Three Thirds esige questo titolo perché l’immagine, di per sé, non informa: ha un significato soltanto se il soggetto è trattato come una sorta di piuolo sul quale apprendere, in questo caso, simboli autonomi, indipendenti: guardando da sinistra a desta, le nuvole nella finestra intese come la giovinezza; le sbavature di malta sotto le assicelle del rivestimento come gli anni maturi; i vetri rotti come la vecchiaia. Quale capriccio del caso ha portato il fotografo a questo risultato proprio nel momento in cui la continuità della nascita, della vita e della morte era il suo pensiero predominante ed egli segretamente sperava di riuscire a materializzare il suo concepire ciascuna delle tre condizioni come la terza parte di un’esperienza? Fu questa sua necessità che diede luogo alle metamorfosi?”

Editore, direttore, gallerista, fotografo e grande saggista.

Autore di: Metal Ornament (1957), Light7 (1968), Mirrors, messages, manifestations (1976), Minor White: Rites and passages (1978) è però nel suo saggio Found Photography che analizza il suo modo di fotografare e il suo processo spirituale.

Un mestiere che lo accompagnò fino agli ultimi anni della sua vita; quando le sue immagini si fecero più che mai evocative, vicine all’esoterismo e ai temi della rinascita dopo la morte.

A cura di Claretta

Per approfondire:



"Minor White. Life is like a cinema of stills" , Baldini Castoldi Dalai, 160 pagg, 46.48 euro.

Catalogo di una mostra del 2000, una raccolta di 120 foto  e riflessione sulla lunghissima carriera di uno dei maggiori fotografi del XX secolo.

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