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27 giugno 2011

I LIBRI E LE LEGGI DI MERCATO





Corriere della Sera, 23 giugno 2011: Tornerà in discussione al Senato, il disegno di legge per fissare al 15% massimo la soglia di sconto praticabile dalle librerie e dai siti di e-commerce, in Italia. 

La proposta arriva da Riccardo Levi e  dalla Commissione Cultura che tentano, già per la seconda volta, di far approvare la legge in base alla quale i libri potrebbero essere venduti applicando al prezzo di copertina uno sconto massimo del 15 %.


Oltre alle considerazioni sulle leggi del libero mercato che in un paese come il nostro devono far sempre i conti con lo Stato e con la difesa di alcune corporazioni; la decisione della Commissione Cultura arriva decisamente in ritardo.

Comunque vadano le cose esistono decine di siti in cui scaricare gratuitamente dei libri in formato pdf; è possibile acquistare un ebook per pochi centesimi , senza contare casi come il collettivo Wu Ming che permette ai suoi utenti di usufruire, senza alcuna spesa, delle loro pubblicazioni.

Le cose, pur non volendo, accadono. I cambiamenti e le innovazioni si succedono. Mentre all’estero nei confronti dei libri c’è un atteggiamento meno reverenziale, naturale e soluzioni come quelle prima accennate vengono vissute naturalmente,in Italia tutto si complica.

Gli interessi di alcuni prevalgono su quelli dei lettori che poi sono quelli su cui si dovrebbe puntare; sono loro a mantenere e a far fiorire il mercato.

Il costo dei libri è innegabilmente alto ed è normale che molti trovino le offerte di alcuni siti davvero allettanti.  La competizione,anche in questo campo, potrebbe spingere le grandi a rivedere i loro prezzi e le piccole a competere con delle pubblicazioni innovative ad un costo accettabile. 

Mi sarebbe piaciuto che la Commissione Cultura avesse pensato ad un’iniziativa a favore dei lettori; nel nostro paese si legge meno di qualsiasi altro in Europa.

A, noi Readers, non resta altro che aspettare una buona notizia.

A cura di Claretta




4 commenti:

Diego ha detto...

Troppe persone si propongono come liberali e poi bloccano il mercato. Quelle stesse persone che vogliono che i libri siano cari, così magari preferisci guardare la televisione...

Aliena ha detto...

In Italia praticamente non esiste libero mercato, questa legge va solo a complicare la vita ai lettori. Perché non mettere un tetto al prezzo dei libri, che diventano sempre più cari, invece che mettere un tetto agli sconti?
Libri dai prezzi altissimi, edizioni economiche con prezzi in aumento e tempi che diventano sempre più dilatati, cartello degli editori sul prezzo degli ebook... ma ai loro clienti, i lettori, ci pensano mai?
Perché invece di vendere poco a caro prezzo non tentare la via del prezzo ragionevole per tutti, come avviene quasi in tutti i paesi industrializzati?
Sono molto delusa dall'editoria italiana... fortuna che leggo in lingua originale, così mal che vada incrementerò quella quota di letture. Ché per chi, come me, legge molto velocemente, 18 euro per un libro sono davvero una spesa esagerata!

Il cambiamento è duro ad accettarsi in questo paese.

Davide ha detto...

E' una vergogna. Una legge di questo genere, se passasse, distruggerebbe il libero mercato.
Io da un paio d'anni ho iniziato a leggere libri in lingua originale, cosa che mi permette, non solo di scoprire autori altrimenti impossibili da leggere (in Italia si importano solo i "best seller" o robaccia che al momento va di moda sul mercato), ma anche di risparmiare, visto che le edizioni in lingua inglese (prevalentemente leggo quelle) costano molto di meno.
Però è assurdo che un libro che all'estero costa 4 - 5 € in Italia costi 18 - 20 €.
La storia dei costi di traduzione e dei diritti, oramai non sta più in piedi, perché anche i libri degli autori italiani hanno raggiunto cifre esorbitanti. Bisognerebbe fare qualcosa per abbassare i costi, non per aumentarli, ma purtroppo si sa l'Italia è governata da gente che legge poco e ragiona meno.... amarezza profonda...

micia ha detto...

I libri hanno raggiunto cifre un pò troppo alte, tanto che anche se a malincuore spesso mi rivolgo alla biblioteca.

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