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2 giugno 2011

2 GIUGNO 1946




Il governo aveva fissato al 2 giugno 1946 la data per le elezioni dell’Assemblea Costituente: le prima consultazioni politiche libere dopo venticinque anni, e le prime in cui avevano diritto a votare anche le donne. 

In quello stesso giorno i cittadini sarebbero stati chiamati a decidere, mediante referendum, se mantenere in vita l’istituto monarchico o fare dell’Italia una repubblica.


Il 9 maggio, quando mancavano poche settimane al voto, Vittorio Emanuele III, con una decisione a sorpresa tentò di risollevare le sorti della dinastia sabauda, abdicando in favore del figlio Umberto II.

Ma la mossa non ottenne gli effetti sperati.  Nelle votazioni del 2 giugno, caratterizzate da un’affluenza senza precedenti nella storia delle elezioni libere in Italia (circa il 90 % degli aventi diritto), la repubblica si affermò con un margine abbastanza netto. 12.700.000 voti contro 10.700.000 per la monarchia.

Il 13 giugno, dopo la proclamazione ufficiale dei risultati, Umberto II partì per l’esilio in Portogallo. Nelle elezioni della Costituente, la Dc si affermò come il primo partito con 35.2% dei voti, seguita a notevole distanza dal Psiup (20.7) e subito dopo il Pci (19). 

Nel complesso, i risultati del 2 giugno mostravano che gli elettori italiani avevano definitivamente voltato pagina e che in materia di scelte istituzionali non si erano lasciati spaventare dalla minaccia del “salto nel buio” agitata dai monarchici; che nella stragrande maggioranza avevano dato fiducia ai partiti antifascisti.

Questi stessi risultati però, se analizzati regione per regione, rivelavano che la vittoria repubblicana si reggeva tutta sul voto del Centro Nord (mentre il Sud aveva dato una forte maggioranza alla monarchia) e che anche il voto politico si era distribuito in modo tutt’altro che omogeneo.

Le spaccature ereditate dalla guerra e da tutta la storia del paese si riproponevano nella nuova Italia democratica e ne rendevano più difficile il cammino.

Oggi, dopo 65 anni, siamo chiamati ad un altro importante referendum, il prossimo 12/13 giugno, facciamo il nostro dovere di cittadini andando a votare.
A cura di Claretta

Tratto da: 



"Storia Contemporanea, Il Novecento" di Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto,  Laterza, 471 pagg, 22 euro

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