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9 maggio 2011

TORRE DE BABEL di Marta Minujin


 

Lunedì e l’editoriale è qui, come sempre, a commentare fatti e notizie sul mondo dei libri.

Marta Minujin, è conosciuta in tutto il mondo: scultrice, creatrice di installazioni, è quello che potrebbe definirsi un’artista pop.
Il progetto che da ieri campeggia su Plaza San Martin, a Buenos Aires, è uno di quelli più ambiziosi: Un Torre di Babele, alta 25 metri, costruita interamente con i libri.

Più di trentamila volumi che si avvolgono a spirale, componendo la torre biblica; libri regalati da privati o da organizzazioni, provenienti da tutto il mondo.
Il primo e il secondo piano raccolgono i libri provenienti dal continente America; il terzo e il quarto ospitano i volumi europei mentre il quinto quelli provenienti dall’Africa e il sesto quelli dall’Asia.

La costruzione sarà aperta ai visitatori per i prossimi 21 giorni ed è stata progettata poiché Buenos Aires è, per l’anno 2011, capitale Unesco del Libro.


La bionda e stravagante artista ha voluto rileggere in chiave propria l’episodio raccontato nella Genesi ma questa volta saranno i libri gli artefici della riunione tra tutti i popoli, i soli in grado di parlare al cuore del’uomo e in grado di completare quell’elevazione a Dio.

L’idea prende spunto da un altro progetto dell’artista del 1983, Il Panteon de Libros, una costruzione che raccoglieva tutti i testi vietati durante la dittatura.

Un’idea bellissima, soprattutto per lo scopo che ci prefigge “unire tutte le razze attraverso i libri” come afferma la stessa Marta Marta Minujin.

Ed io mi sono fermata, per un attimo, a pensare ai libri e ai loro “poteri”. In questo momento così difficile, in cui è scoppiata una nuova guerra e diversi popoli sono il lotta tra loro; i libri sono davvero in grado di unire le diverse culture? E’ la conoscenza l’unica arma per sconfiggere i pregiudizi? 

Che cosa possono fare i libri, per il mondo di oggi?




 "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. »

Genesi 11, 1-9



A cura di Claretta





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