Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

20 maggio 2011

TORINO: IL NOSTRO MIGLIOR COLPO ( Claudio)




Come in molti sapete siamo stati a Torino per il Salone Internazionale del Libro e nonostante  il poco tempo a disposizione (siamo partiti venerdì 13 e tornati domenica 15) il nostro viaggio è stato un’occasione per conoscere una nuova realtà: Torino. La città dove è ambientato “Cuore”; la città dove Salgari fantasticava dei caldi mari tropicali le avventure della tigre di Mompracem.



Ma soprattutto a Torino è stato il set di uno dei miei film preferiti: “Un colpo all’italiana”, The Italian Job, del 1969 diretto da Peter Collinson.

Al primo impatto con la città noto che sia ancora sentita la celebrazione per i 150 anni d’Italia, i negozi in particolare hanno coccarde ed adesivi che ricordano questa ricorrenza.  Torino è stata la prima capitale d’Italia ma quest’anno lo stemma aveva un sapore particolare anche per l’adunata degli Alpini celebrata una settimana prima del Salone del Libro.



Girovagando per la città si nota subito il fatto che è piena di portici, “Lampioni e Portici, è andata così...” cantano i Subsonica nella loro ultima hit. La mia amica, torinese acquisita, Valentina mi racconta che i palazzi sono costruiti con portici, per volere della regina che adorava passeggiare per la città e quindi per ripararla dalla pioggia gli edifici sono stati costituiti in questa maniera. Mi accorgo di come siano precisi ed ordinati gli edifici nel loro insieme, rispetto ad altre città dove sembra esserci un disordine di stili e misure.



Come ogni città italiana poi, Torino è piena di monumenti, i primi che si incontrano sono quelli di Piazza Castello, il centro della città, In essa confluiscono le vie principali via Po, via Garibaldi, via Roma e via Pietro Micca. Inoltre si affacciano su di essa due monumenti importanti, Palazzo Madama e Palazzo Reale. 





Proseguendo per il tour per Torino passeggio per via Po, la via principale della città, e qui rimango stupito da tantissime cose. Seguitemi!



Innanzittutto la via è piena di negozi che si distinguono principalmente in librerie, ce ne sono tantissime e tra loro anche una Feltrinelli (che però specifico che si trova su piazza Castello). Oltre a questo la città è piena di caffetterie e gelaterie ( a proposito, ottimo il gelato!), che vendono anche uno dei prodotti tipici di Torino, insieme agli immancabili grissini.



Via Po congiunge piazza Castello a Piazza Vittorio Veneto, che il mio amico Davide si il punto di ritrovo dei giovani torinesi. Piazza Vittorio è una delle più grandi d’Europa, si sviluppa per 40.000 mq circa e in fondo ad esse si vede  la chiesa della Grande Madre di Dio che si affaccia sul Po.



Una traversa di via Po, via Montebello, porta alla Mole Antonelliana, altro monumento e simbolo della città. All’interno della Mole c’è il museo del Cinema,  molto divertente ma un pò caotico ed per questo che non sono riuscito a vedere tutto. Da non perdere l’ascensore che porta in cima alla Mole e dalla quale si può vedere Torino dall’alto con tutti i suoi monumenti.



Risalendo via Po, mi sono fermato in una delle tante librerie (non potevo resistere) di Torino dove ho acquistato due libri “Norwegian Wood” di Murakami e “Estasi Culinarie” di Muriel Burbery (oltre a “Ubik” di Philip K. Dick che ho acquistato allo stand della Fanucci al Salone del libro).





Tornando a piazza Castello si può prendere via Garibaldi, una via interamente chiusa al traffico, piena di bar e negozi e tanto per cambiare di librerie!



Una volta terminata si arriva ad un’altra piazza importante di Torino: Piazza Statuto, nella quale c’è un monumento dedicato al traforo del Frejus.

Per gli interessati di mistero ed esoterismo Piazza Statuto e La Grande Madre rappresentano i vertici, rispettivamente di un triangolo di magia nera e magia bianca.



Altro punto che abbiamo visto a Torino è senza dubbio la fabbrica del Lingotto, dove una volta la FIAT produceva automobili, ed ora è stato recuperato come centro espositivo tra i più grandi d’Europa.



Vedendo il Lingotto sorridevo pensando alla scena del film “Un colpo all’italiana” dove le 3 Mini minor salivano sull’Oval in costruzione e sparivano improvvisamente e ricomparivano lasciando di sasso l’auto della polizia.



Per concludere posso dire che l’esperienza, seppure breve, mi ha scritto una storia dentro e sono stato felice di visitare Torino e spero di tornarci per scoprire ancora di più quello che questa città magica ha da offrirmi; assaporare ogni attimo, leggere la storia di ogni pietra e vedere luoghi che sono stati lo sfondo di romanzi, film e canzoni.





 A cura di Claudio


0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!