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19 maggio 2011

Recensione | LA FATTORIA DEGLI ANIMALI ( George Orwell )

A volte si pensa alla favole come la classica storia per far addormentare i bambini, ma una favola è sopratutto un racconto che ha una morale dietro a differenza di alcuni casi editoriali che sono osannati dalla critica e adorati dalle masse in cui una morale non c’è.



Ed eccoci qui di fronte a questa favola che ricalca un po’  quelle di Esopo e Fedro, per il fatto che i protagonisti sono degli animali e che ha ispirato più di un’artista. Chi è appassionato di musica saprà senz’altro che l’album dei Pink Floyd, “Animal” ha tratto ispirazione da questo libro.


Nella Fattoria Padronale (o Manor Farm), gli animali sono sfruttati e maltratti dal loro padrone, Jones oramai anziano e alcolizzato. Una sera gli animali si radunano intorno al Vecchio Maggiore, un verro oramai sul punto di morire racconta di aver fatto un sogno, nel quale gli animali vivevano liberi dalla schiavitù e artefici del proprio destino.



Gli animali iniziano a covare questo sogno utopistico, fomentati dai maiali e alla prima occasione utile scatenano una rivolta, cacciando Jones e creando un sistema di gestione autonomo. La fattoria viene ribatezzata “Fattoria degli animali”.



Purtroppo però succede che i maiali, primi fomentatori della rivolta, inizino ad assumere un atteggiamento egoistico e creano una casta di privilegiati con a capo Napoleone e Palladineve, i quali cercano di concentrare il potere nelle loro mani.



Con questo libro, Orwell offre un’allegoria sulla società e sui regimi totalitari e in particolar modo sul comunismo e sull’Unione Sovietica. E’ facile capire che se al posto dei due maiali Napoleone e Palladineve, ci fossero stati i nomi di Stalin e Trotzky si sarebbero ottenuti gli stessi risultati. Il messaggio principale che traspare è che ogni sogno, ogni utopia, funziona bene in quanto non reale, e quando essa è attuata da persone fisiche raggiunge solo in parte il suo scopo, per essere poi “violentata” e rivista.



Inoltre mentre leggevo questa favola, spesso c’erano dei richiami nella mia mente al capolavoro di Orwell  1984. Si potrebbe considerare “La fattoria degli animali” come una base di partenza.


Perché si dovrebbe leggere questo libro? Per la forma adottata e il modo di trattare l’argomento anche se, sono sicuro, questo libro non basti a completare il quadro e le informazioni sul regime comunista. Da non perdere inoltre la parte finale del libro: un saggio di Orwell sulla libertà di stampa che da un valore aggiunto al libro.



L’unica pecca che si può riscontrare esula da libro in sé e va ricercata nelle numerose traduzioni che del libro sono state realizzate. Edizioni diverse che riportano nomi differenti dei protagonisti: quelli originali in inglese oppure, se sono tradotti in italiano, cambiano di volta in volta. Questo rende complicata la comprensione per chi voglia approfondire o conoscere qualcosa in più su un libro che ha fatto la storia della letteratura.



Recensione a cura di Claudio



"La fattoria deglianimali" di George Orwell, Oscar Mondadori, 140 pagg, 8.50 euro



Voto 8/10




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