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20 maggio 2011

Readers On Tour | Incontro con Susanna Tamaro al Salone Internazionale del Libro di Torino ( Eleonora e Davide )


Tra i mille appuntamenti che si potevano seguire alla Fiera del Libro di Torino solo per il sabato 14 maggio, ne ho scelto uno: la presentazione dell’ultimo libro di Susanna Tamaro, “Per sempre”.



Susanna Tamaro è una tra le più note scrittrici italiane e anche una delle mie preferite quindi mi sono diretta con largo anticipo alla sala dove si teneva l’incontro per poter prendere posto in una delle prime file.

L’incontro è stato una sorta di dialogo tra la Tamaro e Paola Mastrocola, anche lei scrittrice ed attualmente insegnate di lettere in un liceo di Torino. E’ una serie di domande e risposte molto brevi ed incisive toccando i temi centrali del romanzo e lo stile narrativo della Tamaro.



Sin dall’introduzione Paola Mastrocola descrive questo libro come un romanzo coraggioso e controcorrente, “una narrativa che non narra ma è una forma di meditazione”. E’ semplicemente la storia di un uomo che perde tutta la sua famiglia in un incidente stradale. E’ la meditazione a ritroso a partire da quel doloroso lutto. La prima domanda è stata quindi: “Come è nato questo libro?”


Con molta serenità Susanna Tamaro descrive il suo stile di scrittura. Solitamente scrive quando sente che la sua serenità si interrompe, quando c’è qualcosa dentro di lei che si agita e le rende necessario scrivere per poterlo tirare fuori. In alcuni momenti dichiara di aver avuto difficoltà, intravedeva ciò di cui voleva scrivere ma era come  bloccata. A questo punto bisogna gettare le armi, qualcosa si sblocca ed i personaggi prendono vita da sé. Il suo obiettivo è quello di parlare della vita e della morte per riflettere sulle cose fondamentali; evidenziare tutto ciò che c’è di spirituale nella vita di tutti i giorni.




Paola Mastrocola solleva a questo punto uno dei grandi problemi della società moderna ovvero che noi rimuoviamo il pensiero della morte, ma la morte fa parte della vita! E’ utile pensare alla morte? Decisamente si! Bisogna riportare il discorso sui fondamenti, sull’esistenza del bene e del male. C’è una poesia di Ungaretti che recita:” La morte si sconta vivendo.” Rimuovere la morte significa impoverire la vita. Da qui la seconda domanda: “Secondo te questi versi che cosa vogliono dire?”


Indicano in mistero della vita ed il mistero della morte, risponde Susanna Tamaro. Questo senso di precarietà deve nutrire la nostra vita: vanno evitati i dolori inutili, quelli che sono dovuti a sciocchezze o litigi di poco conto. Bisogna andare all’essenzialità, cioè amare. “Morire senza aver amato è la cosa più triste che possa accadere ad una persona..”



Con molta sincerità Paola Mastrocola afferma di aver pianto molto leggendo questo libro poiché porta a rivedere la propria vita ma con grande leggerezza, e consiglia vivamente i lettori a tenere a mente questo possibile “inconveniente” soprattutto se si legge sui mezzi pubblici o all’aperto. Infatti una grande tema spesso ricorrente nei libri di Susanna Tamaro è proprio il rapporto con i morti, parlare con i nostri defunti come se fossero ancora con noi. Leggendo una frase del romanzo: “I morti non esistono. Sono solo una maniera diversa di essere vivi.” Ecco la risposta al vuoto lasciato dalla morte, la vita continua. C’è un’altra dimensione che non vediamo ed è nella natura che la possiamo ritrovare. Il protagonista infatti decide si isolarsi, di “abitare il silenzio” cioè di vivere nella natura. Da qui l’ultima domanda: “Cosa vuol dire questo scegliere la natura?”

Susanna Tamaro da anni ormai vive nella campagna umbra e parla in prima persona di questo stile di vita. Non significa fare l’eremita, semmai il contrario. La natura richiede impegno, è cura, è nido. Ci insegna il significato della parola maternità, il senso della vita è prendersi cura dell’altro. La natura è cura continua. Dove non c’è cura c’è l’invasione del male.



Ormai siamo vicini al termine della presentazione. Sta per essere letta una pagina del romanzo, la “pagina dei se” come la definisce Paola Mastrocola. In questo romanzo è presente anche il tema del caso, del destino. Perché a noi è toccato proprio quel destino? Come ci ricorda Susanna Tamaro, in “Va dove ti porta il cuore”, la protagonista afferma che in ebraico la parola caso non esiste. In destino è la strada che dobbiamo fare per incontrare noi stessi, per capire chi siamo.




Si avvicina sul palco Roberto Alinghieri del Teatro Stabile di Genova per leggere una pagina del romanzo, concludendo così l’incontro-presentazione:



A cura di Eleonora e Davide





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