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10 maggio 2011

PEPPINO IMPASTATO




Peppino Impastato viveva a Cinisi, nel cuore della Sicilia, negli anni Settanta. Suo padre e gran parte della sua famiglia vivevano di e per la mafia.

Giuseppe detto Peppino, invece, viveva di libertà e aveva fame di giustizia e per questo non si fece nessuno scrupolo a mettersi contro gran parte della sua famiglia.


Disse di no, Peppino,no a quel sistema economico corrotto, no ad un destino che, come suo padre, lo avrebbe visto tra le fila della mafia.

Peppino inizia a scrivere e a partecipare attivamente alla vita politica e a denunciare il traffico di droga che si svolgeva nell’aeroporto di Palermo.

Fonda nel 1976, Radio “Aut”, l’italianizzazione di una parola inglese con quale stanare i boss di Cinisi e dintorni e pregarli di uscire fuori, allo scoperto.

Le sue parole di libertà riecheggiavano nel cuore della notte, durante la trasmissione Onda pazza. Tutta Cinisi si collegava, di nascosto, dietro le serrande abbassate.

E in una notte del 1978, proprio in questi giorni, Peppino venne rapito e assassinato.

Si era candidato come consigliere comunale e il giorno dell’elezione tutte le persone che lo avevano ascoltato alla radio o letto i suoi articoli erano lì, nella cabina, a votarlo.

Un riconoscimento postumo da parte di tutte quelle persone che non avevano avuto, come lui, il coraggio di esporsi e di dire no.

A cura di Claretta
Per approfondire:


"Peppino Impastato, una vita contro la mafia" di Salvo Vitale, libro e cd, Rubbettino, 15 euro




 "Peppino Impastato, un giullare contro la mafia" di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, Becco Giallo, 14 euro





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