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12 maggio 2011

L'ULTIMO IMPERATORE DEL CINEMA, BERNARDO BERTOLUCCI



Ieri sera, durante la cerimonia inaugurale del Festival di Cannes, Bernardo Bertolucci, è stato insignito della Palma d’oro alla carriera.

Nato, vicino Parma, nel 1941 sceglie il mondo della cinema e delle regia affiancando il maestro Pasolini. Ben presto però abbandonerà la poetica pasoliniana scoprendo un modo tutto personale di fare cinema. Il suo è un racconto estremamente visivo, fatto di immagini forti, nelle quali descrive la vita di personaggi sempre al bivio, costretti a compiere una scelta che cambierà definitivamente il corso della loro esistenza.



La carriera cinematografica di Bertolucci, regista, produttore, sceneggiatore è costellata di successi, da film che hanno fatto la storia del cinema e ricevuto i premi più importanti. Inizia con il film Il conformista del 1970 ma la fama mondiale arriva con Ultimo Tango a Parigi, del 1972, con Marlon Brando e Maria Schneider (recentemente scomparsa). Un successo planetario che non mancò di suscitare l’ira della censura italiana dalla quale venne condannato per offesa al comune senso del pudore.

Questa battuta d’arresto segnerà tuttavia un periodo interminabile di successi per Bertolocci; un modo di fare regia il suo che più di ogni altro riesce a captare i cambiamenti politici e di costume. Nel 1976, un altro grande successo, Novecento in cui racconta la sua terra, l’Emilia Romagna e le guerre dei contadini.

L’ultimo Imperatore, è il film che chiude gli anni Ottanta per Bernardo Bertolucci e che racconta gli ultimi decenni di storia della Cina. La carriera cinematografica del regista parmense continuerà con altri film di fama e successo internazionale: Il tè nel deserto (1990), Piccolo Buddha (1993) fino ai successi degli ultimi anni Io ballo da sola (1996) e The Dreamers (2003) la storia di sue fratelli parigini nel mezzo della rivoluzione politica e sessuale del 1968. E, come ammesso dallo stesso regista, proseguirà con un nuovo progetto: la trasposizione del romanzo Io e te di Niccolò Ammaniti.

Ma il film, che più di ogni altro , ha colpito l’immaginario della mia generazione, per il quale Bertolucci ricevette 9 Oscar, è L’ultimo Imperatore. Il film, grazie a dei permessi speciali, è stato girato all’interno delle mura della Città proibita, coinvolgendo più di 19000 comparse e fregiandosi della collaborazione di scenografi come Ferdinando Scarfiotti e di Ryuchi Sakamoto per la colonna sonora.

Non tutti sanno che la pellicola prende spunto dal libro: Sono stato Imperatore di Aisin Gioro Pu Yi, l’ultimo imperatore della Cina. Il film ripercorre in un lunghissimo flashback, attraverso la fotografia straordinaria di Vittorio Storaro, la vita dell’ultimo Signore dei Diecimila Anni. Dall’incoronazione, all’età di tre anni, fino alla morte avvenuta nel 1967.

La storia di Pu Yi diventa il racconto dei profondi cambiamenti che colpirono la Cina durante il Novecento: la fine dell’impero, la nascita della repubblica cinese, l’invasione della Manciuria da parte dei giapponesi, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la rivoluzione culturale di Mao Tse Tung.

Un capolavoro.

Bernardo Bertolucci è il regista del Novecento, delle sue vicende storiche e dei suoi personaggi; capace di raccontare dell’Italia e di altre culture, come quella cinese, profondamente diverse l’una dall’altra ma capaci di dare spunti di riflessioni e di analisi. Profondo conoscitore dell’animo umano e degli aspetti più torbidi della personalità di alcuni personaggi che , come lo stesso Pu Yi, dovranno compiere difficili scelte.

Sono sicura che il maestro Bertolucci ha ancora molo da dirci e che la sua rilettura del romanzo di Ammaniti potrebbe essere l’ennesimo successo.

A cura di Claretta

Per approfondire:


"Sono stato imperatore" di Pu Yi, Bompiani, 285 pagg, 8.40 euro




















"La mia magnifica ossessione", scritti, ricordi interventi (1962-2010) di Bernardo Bertolucci,Garzanti, 304 pagg. 18 euro













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