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30 maggio 2011

AND THE WINNER IS ...



Primo giorno della settimana e come sempre, torna l’editoriale.

L’edizione di quest’anno del Premio Campiello ha i suoi cinque libri finalisti:

“Disegnare il vento” di Ernesto Ferrero, Einaudi

“L’ultima sposa di Palmira” di Giuseppe Lupo, Marsilio

“Se tu fossi qui” di Maria Pia Ammirati, Cairo Editore

“Di fama e di sventura” di Federica Manzon, Mondadori

“Non tutti i bastardi sono di Vienna” di Andrea Molesini, Sellerio

La giuria, sabato pomeriggio, ha decretato i titoli che avranno la possibilità i vincere uno dei premi letterati più importanti in Italia. Il premio nasce nel 1962 grazie all’interesse di un gruppo di industriali veneti guidati dalla famiglia Valeri Manera.


Il Premio Campiello fu assegnato, per la prima volta, nel 1963 a Primo Levi per La tregua e da lì anno dopo anno è andato a scrittori come Ignazio Silone, Alberto Bevilacqua, Dacia Maraini, Margaret Mazzantini.

Fin qui la storia sembra essere quella del Premio Strega se non fosse che a fare la differenza sarà una giuria di 300 lettori. Saranno loro infatti  a decretare il vincitore, il prossimo 3 settembre.

La notizia (fonte Neunotizie) arriva proprio pochi giorni prima che la commissione del Premio Strega faccia i nomi dei suoi cinque finalisti. Non voglio di certo fare una classifica e stabilire quale sia il premio più importante, sono ben altre le questioni che mi interessano.

Lo scopo che si prefiggono è quello di promuovere e dare visibilità a diversi autori e ai loro romanzi; è davvero così?
Il giudizio espresso dalla giuria incarna i gusti dei lettori? Riescono a stare al passo delle nuove tendenze e delle nuove generazioni?

E poi, come scegliere i titoli in gara? Nell’immensa produzione editoriale del nostro paese i fanalisti di un premio vengono davvero scelti per il loro talento o solo grazie alla mediazione delle case editrici?

Spero davvero che non sia così e che ogni concorso dia soprattutto visibilità ai nuovi talenti. Che siano giovani o meno è spesso dalle prime assolute che arriva un vento di novità e di rottura nei confronti del passato.

Per il vincitore del Premio Campiello dovremo aspettare il prossimo 3 settembre ma abbiamo già il nome del vincitore della sezione opera prima: Viola di Grado per il suo “Settanta acrilico, trenta lana” edizioni E/O, per «l'invenzione linguistica, spinta fino alla visionarietà tra personaggi tutti al limite della normalità che giustifica l'oltranza linguistica - si legge nella motivazione -. Si capisce che il romanzo è di una spiccata originalità ed è contemporaneamente racconto di una non comune crudeltà. Per essere l'opera prima di una giovanissima scrittrice è di grande maturità sia per struttura che per costruzione linguistica».

Siete d’accordo con il giudizio della giuria?

N.B Il prossimo 5 giugno saranno decretati i cinque finalisti del Premio Strega. Rimanete incollati alla nostra panchina perché si apriranno le scommesse sul vincitore dell’edizione 2011.

A cura di Claretta



3 commenti:

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