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4 aprile 2011

Recensione| LA GUERRA DELLA FINE DEL MONDO (Mario Vargas Llosa)


“Premio Nobel per la letteratura 2010? Vediamo un po' che ha scritto questo Vargas Lllosa”. La recensione che sto scrivendo è nata più o meno così, qualche mese fa, quando, completamente a digiuno di letteratura sudamericana, ho deciso di sbarcare in questo nuovo mondo e, data la mia passione per il romanzo storico, la scelta non poteva che cadere su questo libro.


Il romanzo racconta di una storia vera, avvenuta alla fine del diciannovesimo secolo a Canudos, uno sperduto comune rurale dello stato di Bahia in Brasile. In questo luogo arido e desolato, un fanatico religioso, convintosi che la repubblica appena stabilita sia in realtà la manifestazione dell'Anticristo, raduna intorno a sé un gruppo di relitti, ex cangaceiro (banditi, NdR), rivoluzionari rifugiati, invalidi, penitenti ed ogni altro genere di reietti per fondare una comunità basata sull'insegnamento cristiano. Non passa molto tempo, però, prima che le autorità rivestano di una spropositata importanza politica l'avvenimento e scatenino contro la comunità spedizioni militari sempre più massicce ed agguerrite, fino all'inevitabile epilogo della vicenda.

Non sono abbastanza ferrato in storia del Brasile per dire fino a che punto finisca la storia e cominci la finzione, ma già il fatto che non sia in grado di farlo mi lascia pensare che l'autore sia stato bravo a fonderle ed a rendere la finzione verosimile. Durante il fluire del racconto, alcune digressioni ci presentano i protagonisti che via via convergono verso Canudos, tracciando non solo i personaggi stessi, ma anche la miseria di una regione afflitta da mali cronici come il banditismo e la siccità, in modo che il lettore possa rendersi conto di come il fanatismo religioso in quella regione possa aver trovato terreno così fertile.

Sull'onda delle emozioni, posso dire che questo libro mi è piaciuto moltissimo: la storia, per quanto la riflessione sul fatto che una tragedia simile sia realmente accaduta lascia sgomenti, appassiona fin dalle prime pagine, i personaggi sono ben costruiti e l'intreccio delle loro storie all'interno del filone narrativo principale risulta ben congegnata. Tuttavia, con un occhio più tecnico devo dire che alle volte ho trovato la narrazione un po' farraginosa: l'espediente di raccontare gli stessi frangenti da punti di vista diversi alla lunga tende e rallentare un po' troppo il ritmo della lettura, nonostante il narratore, non essendo mai a conoscenza di ciò che pensano gli altri personaggi, aggiunge e talvolta corregge informazioni e dettagli ad ogni cambio di prospettiva.

Lo stile è ricco, ma non barocco: più che le parole, alcuni eventi sembrano un po' sovrabbondanti, alcuni dettagli superflui.

Posso comunque dire che leggerò altri libri di questo autore, forse non subito, ma lo farò e vi posso assicurare che è il miglior complimento che possa fare ad uno scrittore, ad eccezione di “leggerò qualsiasi cosa abbia mai scritto/scriverà!”.

A cura di Diego

“La guerra della fine del mondo” di Mario Vargas Llosa, Einaudi, 594 pagg, 11,63 euro

Voto 7.5/10




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