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11 aprile 2011

Recensione | Il generale Della Rovere (Indro Montanelli)

Ci sono alcuni libri un po' superflui, libri scritti forse più perché si ritiene di doverli scrivere, piuttosto che per voglia di farlo. 

Ci sono libri che fa piacere leggere, però assomigliano tanto a delle occasioni mancate. 

Ci sono libri che hanno tutti gli ingredienti per essere perfetti, una buona storia, un buono scrittore ed un giusto mix di sentimenti e colpi di scena, però messi insieme alla meno peggio, senza alcun amore per la narrazione.



Ci sono recensori che hanno adorato un film, “Il generale della Rovere” di Rossellini, decidono di leggere il libro e solo dopo scoprono che il libro è stato scritto successivamente da Indro Montanelli, in polemica con gli autori del film per alcuni cambiamenti della storia da lui raccontata. E forse è proprio questo il grande limite di questo libro: sembra più una correzione di bozze della sceneggiatura che un romanzo. 

La storia è quella di un ex ufficiale dell'esercito, Giovanni Bertone, giocatore incallito e piccolo truffatore, che sbarca il lunario fingendosi un ufficiale della milizia della repubblica di Salò e facendosi pagare dai parenti dei prigionieri dei nazisti per avere notizie e contrattarne la liberazione con sottufficiali corrotti. 

Una volta scoperto, un ufficiale della Wehrmacht, il colonnello Müller, gli offre la possibilità di evitare la galera infiltrandosi a San Vittore come il generale Fortebraccio della Rovere, ucciso dai nazisti prima che potesse rivelare importanti informazioni sulla resistenza: l'idea è quella di aspettare che i partigiani si muovano per contattarlo o liberalo e, così facendo, scoprano le loro carte. Pur accettando, inaspettatamente, Bertone si dimostrerà più degno dei galloni di generale di tanti altri soldati effettivi.

La narrazione è stringata, ridotta all'osso, al limite tra romanzo breve e racconto. La vita pregressa del protagonista ci è appena accennata e non c'è alcuno spazio alle vicende personali degli altri personaggi, se non strettamente necessarie alla narrazione. 

Lo stile è asciutto fino al massimo delle possibilità: nessuno dubiterebbe mai che questo sia il libro scritto da un cronista, più che da un romanziere.

Un consiglio sincero: guardate il film!

Recensione a cura di Diego

“Il generale Della Rovere” di Indro Montanelli, BUR Bibioteca Universale Rizzoli, 148 pagg, 7 euro

Voto 5.5/10









2 commenti:

Diego ha detto...

Perdonatemi per aver dato insufficiente a Montanelli, ma ci sono rimasto troppo male!

Reader's Bench ha detto...

Perdonato!

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