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19 aprile 2011

Recensione | 20th CENTURY BOYS (Naoki Urasawa)


Oggi per la prima volta mi accingo a recensire qualcosa che mi sta molto a cuore: un manga.

Molto spesso, i manga, vengono denigrati come fumetti, considerati in parte di serie B, perché nascono da una concezione diversa  rispetto a quella europea o americana.

Ma ci sono alcuni autori come ad esempio Jiro Taniguchi, Osamu Tezuka o Naoki Urasawa, che rientrano a pieno titolo nel gotha del fumetto mondiale.


Proprio di Naoki Urasawa è il manga di cui ho il piacere di parlarvi quest’oggi: 20th Century Boys.

Siamo negli anni ’90. Sono passati parecchi anni da quando Kenji e i suoi amici giocavano nella loro base segreta nel campo vicino casa. Le loro fantasie su organizzazioni segrete, robot e invasioni aliene, sembrano solo un vago ricordo. Ma alcuni avvenimenti, scateneranno in loro un susseguirsi di ricordi, che gli servirà per riuscire a porre fine ad una minaccia che incombe sull’umanità.
Chi è l’Amico? Come mai la sua setta utilizza lo stemma che avevano inventato da bambini? Ma sopratutto come fa ad attuare tutto ciò che loro avevano scritto nel “Libro delle Profezie”?

20th Century Boys è un manga che punta ad una fantascienza base, che però è solo lo sfondo per raccontare mille vicende di amicizia fra i vari personaggi. E’ un inno all’infanzia, al tempo dei giochi, a quando eravamo piccoli e l’immaginazione ci permetteva di superare ogni confine, creando mondi infiniti. Da questa base Urasawa intreccia una storia che è un misto di generi, dal giallo alla fantascienza, dal romanzo di formazione al thriller, catturando il lettore in un susseguirsi di eventi e flashback, che ci porteranno per mano dall’inizio alla fine, sempre seguendo un unico e inquietante quesito: chi è l’Amico?

I disegni di Urasawa sono lontani dai canoni estetici della maggior parte degli europei, eppure dopo che avrete iniziato a leggerlo, vi abituerete al suo tratto, osservando tavole perfette nella composizione e nella funzionalità.

Ma il genio di Urasawa, in ogni suo manga, sta proprio nella storia. Fin dalle prime pagine non potrete non appassionarvi alle vicende di Kenji, Occho, Yoshitsune e Maruo. Lo stile narrativo non sequenziale, all’inizio forse vi spiazzerà un po’, ma con il tempo riuscirà a conquistarvi, senza farvi mai annoiare ed emozionandovi a più riprese.

“20th Century Boys” è uno dei manga più belli che il panorama nipponico ha prodotto negli ultimi anni. Un must per ogni appassionato di fumetto. Se siete interessati, provate a dargli un occhiata.

Se invece avete difficoltà nel reperire i numeri arretrati, vi consiglio di provare a guardare la trilogia cinematografica tratta dal manga. Non è alla stessa altezza, ma è sicuramente ben fatta.

A cura di Davide

“20th Century Boys” di Naoki Urasawa, Ed Planet Manga, 24 numeri (gli ultimi 2 intitolati “21th Century Boys”), 216 pagg a volume, prezzo 7 € a volume

Voto: 10/10


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