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6 aprile 2011

Recensione| 1984 (George Orwell)

Allucinante. 

Questa è la prima parola che mi viene in mente leggendo questo romanzo. Allucinante non per il libro, ma per come questo libro che ha più di 70 anni, sia tuttora di un’ attualità disarmante.


Questo romanzo, considerato il romanzo distopico per eccelenza, narra le vicende di Winston Smith, impiegato statale, durante l’anno 1984. Winston vive a Londra, capitale dell’Oceania, uno dei 3 superstati, che si è creato in seguito alla fine della guerra atomica (gli altri due stati sono Eurasia ed Estasia ed a turno sono in guerra tra di loro).

Il paese è guidato dal Partito, chiamato Socing, che si rifà al socialismo inglese, che controlla la popolazione mediante teleschermi piazzati quasi ovunque, microfoni nascosti e incute timore e rispetto nella popolazione con manifesti affissi ovunque con la figura “Grande Fratello”(non è quello di Canale 5, anzi l’idea è venuta proprio da qui), che rappresenta la figura massima del Partito che guida rivoluzioni, vince le guerre da solo e viene venerato come una divinità.

Il Partito vuole controllare in tutto e per tutto la popolazione non solo mediante regole ferree, ma anche monopolizzando letteralmente la mente degli abitanti della popolazione, cambiando le notizie dei giornali, i libri di storia e con la creazione di una neolingua, una lingua composta di pochi vocaboli dal significato univoco e soprattutto utile a creare facili slogan (La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza...il manifesto del partito).

Winston, lavora al Ministero della Verità, e si occupa di modificare (ma sarebbe meglio dire alterare) le notizie dei giornali dei giorni passati in modo che l’opera del Partito risulti sempre veritiera e vincente. Via via si rende conto che la libertà è compromessa, alcuni piaceri della vita stanno scomparendo e la popolazione sta diventando succube del Partito e non più in grado di decidere della propria vita autonomamente.

Allo stesso tempo però, nutre la speranza che prima o poi le cose possano cambiare e si possa tornare alla normalità di un tempo.

Come ho detto all’inizio è la parola “allucinante”, ma non perché considero il libro brutto, tutt’altro.

 Il termine allucinante è riferito alla sensazione di quanto questo libro sia senza tempo, di quanto molte situazioni descritte da Orwell siano tuttora attuali, come ad esempio la stampa che viene modificata per dare ragione sempre al “Partito”, per citare la più significativa.

Orwell disegna molto bene una realtà, una Londra post-apocalittica e ed una umanità sopraffatta e, nella figura del Partito, tutte le negatività dei regimi totalitari, ma anche di alcune forme di democrazia che esercitano una dittatura “occulta”.
Il personaggio di Winston è romantico, nel senso che nonostante tutto, ricorda un mondo libero, ed è animato da un desiderio  di rivoluzione per ritrovare la libertà perduta.

L’unica pecca che ho riscontrato si trova verso la fine del libro dove c’è una modifica della riga più significativa ( anche se nelle note viene citato).

Questo libro a mio avviso merita di stare in ogni casa e dovrebbe essere programma di studio per  tutti gli studenti di scuola superiore.

 A cura di Claudio


“1984”, di George Orwell, Mondadori, 336 pagg, 9.50 euro

Voto 9/10 





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