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1 aprile 2011

Libri in viaggio| DIARIO DI UN PENDOLARE


Saranno all’incirca quattro anni e più che viaggio in treno, all’inizio per questioni legate all’università, negli ultimi due-tre anni, causa lavoro a Roma, è diventata una costante della mia vita.

Avanti e indietro, indietro e avanti...con intervalli di tempo che vanno da un’ora all’infinito, con il fatto che oltre al treno per arrivare a Roma Termini, spesso sono costretto a prendere altri mezzi di trasporto come metro e pullman. All’inizio la cosa peggiore era combattere la noia, specie se si viaggiava da soli e non si incontrava qualcuno che si conosceva con il quale era possibile scambiare due parole.


Chissà quanti di voi si riconoscono in questa situazione, ed ognuno di voi avrà trovato una soluzione per combattere la noia . Io personalmente ho provato di tutto, dal lettore MP3 (che uso comunque quando esco da lavoro ed ho la testa che mi esplode), alle console portatili, a volte per necessità studiavo anche in treno. Ma alla fine ho trovato la mia dimensione nei libri.

Ho iniziato a leggere sul treno nel 2009, poi, rimasto senza lavoro  per un certo periodo, ho letto meno. Quando ho ricominciato a lavorare, ed il carico degli esami si è alleggerito, i libri sono diventati i miei inseparabili compagni di viaggio.

Una cosa che ho notato, sin dalla prima volta, è che sono tanti i pendolari che leggono durante il loro tragitto. 

Senza dubbio è molto utile leggere durante il viaggio, se il libro prende aiuta ad alleggerire lo stress e  situazioni come: ritardi, treni fermi in mezzo a campagne sperdute per svariati minuti, metro o autobus che fanno aspettare un tempo indefinito, traffico e così via. Mi ricordo quando qualche tempo fa il mio treno rimase bloccato ad una stazione per circa un’ora. Mentre la gente si faceva venire il sangue amaro e imprecava e sbraitava, io mi dedicavo alla lettura di un libro. 

I ragazzi che viaggiano per andare all’università per ottimizzare i tempi studiano o ripassano sul treno. Anch’io l’ho fatto a volte e quando  li vedo non mi è difficile provare le loro ansie e paure magari per l’esame che daranno da lì a poco.

Per chi preferisce staccare dallo studio o dal lavoro durante il viaggio di ritorno le letture variano dai fumetti come Dylan Dog, Tex o dei manga,  fino ai libri più disparati.


Raramente i libri sono voluminosi, chi si sposta per lavoro preferisce viaggiare “comodo”, infatti i libri sono in genere edizioni tascabili o economiche che non vanno oltre le 300-400 pagine.

La peculiarità di questi libri è che inoltre posso essere tenuti comodamente in mano sulla metro o sull’autobus, quando si è in piedi e non si trova{spesso} posto a sedere. A volte capita di vedere persone con libri voluminosi, e sono perlopiù donne che mettono questi tomi dentro le loro accoglienti borse.

Ultimamente mi capita di trovare persone che usano gli ebook reader o tablet per leggere durante gli spostamenti, tra l’altro qualche tempo fa mi capitò di avere tra le mani un Kindle DX, che aveva un collega di lavoro. In genere chi li usa per leggere sono stranieri che vengono in Italia per lavoro, gli italiani spesso usano questi nuovi tablet pc per giocare, prevalentemente.

Tra quelli che usano gli eReader ci sono coloro che per motivi di lavoro si spostano dalle loro città e per ragioni pratiche non comprano cartacei che poi dovrebbero portarsi in giro per l’Italia.

Gli eReader senza dubbio sono i più comodi perchè sono più leggeri da trasportare, ma un loro “difetto” ed anche grande a mio avviso, è che rende “anonimo” ciò che stiamo leggendo. Mi spiego...chi legge spesso butta l’occhio sul libro del compagno di viaggio questo, permette di superare la barriera di timidezza e intrattenere una conversazione. 

Ricordo, l’estate scorsa una signora che leggeva il mio stesso libro; non si fece alcuno scrupolo e mi anticipò il 90% di quello che avrei letto( ogni commento è superfluo). 

Con gli eReader non si vede cosa si sta leggendo e difficilmente si crea un legame con l’altro. 

Dunque, leggere in treno non è solo un passatempo per rendere meno pesante il viaggio ed evitare di rovinarsi la salute più del dovuto, ma è anche un modo per rompere le barriere, fare nuove amicizie e rendere il nostro viaggio costruttivo.

A cura di Claudio

L'articolo è il frutto di un sondaggio, realizzato qualche tempo fa sulla nostra panchina. Partecipa se vuoi, basta cliccare qui


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