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3 marzo 2011

Libri e Cinema| MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE? (Philip K. Dick)

“Io ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.”

Questo monologo chiude uno dei miglior film di fantascienza realizzati, Blade Runner. 

Non tutti sanno che il soggetto del film è stato tratto da un libro di Phillip K. Dick, “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”


Sia chiaro, questo libro NON è Blade Runner!
Ogni volta che si traspone un libro su pellicola,ovviamente, vengono tolte e aggiunte delle cose, ad esempio questo monologo finale sul libro non c’è.

La trama è la seguente: il 3 gennaio 1992 inizia una nuova giornata per Rick Deckard, impiegato comunale addetto a “ritirare” androidi (che non ha il fascino di Harrison Ford), ovverocercare tutti quegli androidi fuorilegge ed eliminarli. Per ogni androide che ritira incassa una taglia di 1.000 dollari, con la quale sogna di comprarsi un animale vero. Gli animali si sono quasi tutti estinti a causa alla grande guerra mondiale, e chi vuole averne uno ne acquista delle copie meccaniche.

Arriva al lavoro e gli comunicano che una serie di nuovi androidi, denominati Nexus-6,  sono fuggiti dalla colonia di Marte e devono essere ritirati.

Inizia la caccia di Deckard per trovare questi androidi che lo porterà a porsi domande su loro e su se stesso.

Mi ha suscitato diverse sensazioni questo libro. All’inizio sembrava un poliziesco anni 40 ambientato nel futuro, poi mi sono reso conto che aveva una certa profondità.

Racconta di come gli uomini necessitino di status symbol per sentirsi adeguati e accettati nella società di cui fanno parte. Nel libro Deckard vorrebbe comprarsi un animale reale, invece possiede una pecora meccanica. Proviamo a immaginare che invece dell’animale in carne ossa ci fosse una macchina extra lusso oppure l’ultimo gioiello della tecnologia.

Altro tema è quello dell’emigrazione, per una vita migliore gli androidi fuggono dalla colonia e dal loro lavoro e cercano di andare sulla terra e vivere come i terrestri.

Poi c’è anche il dualismo tra TV da un lato e fede dall’altro…

Questo libro è un coacervo di temi e nonostante abbia letto recensioni contrastanti, merita di essere letto e capito, non fosse altro per i numerosi spunti di riflessione.

Forse non sarà un capolavoro ma è qualcosa di importante che merita la nostra attenzione.

Recensione a cura di Claudio

"Ma gli androidi sognano pecore elettriche" di Philip K. Dick, Editore Fanucci  240 pagg, 12.90 euro

Voto 8.5/10










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