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11 marzo 2011

Recensione | LA LUNGA MARCIA (Stephen King)

Sfidereste la sorte in una folle maratona dal Maine fino a Boston, gara in cui chi resta indietro viene fucilato seduta stante? No? E se vi promettessero in cambio tutto ciò che desiderate, per il resto della vostra vita?
 
Ray Garraty, un ragazzo di appena sedici anni, viene sorteggiato tra una lunghissima serie di candidati per partecipare alla Lunga Marcia, evento mediatico patrocinato dal Maggiore, una sorta di novello Hitler che utilizza questa marcia come valvola di sfogo per la morbosità popolare.

 
Il romanzo segue Garraty lungo tutta la marcia, passo dopo passo, e noi possiamo camminare di fianco a lui... ogni volta che alziamo lo sguardo, ci accorgiamo che qualcuno sta rallentando, viene ammonito, accelera, rallenta di nuovo, e dopo la terza ammonizione, il rumore degli spari. Un'altra vita spezzata. Chi era quel ragazzo? Cosa lo ha spinto a partecipare a questo folle gioco? Ma non c'è tempo per le domande, dobbiamo camminare, dobbiamo restare in piedi, non c'è spazio per i dubbi, possiamo solo andare avanti. Chi arriverà alla fine, soltanto uno su cento partecipanti, potrà avere finalmente tutto ciò che vuole, fino alla fine dei suoi giorni. E mentre leggiamo ci accorgiamo subito che Garraty può farcela, deve farcela, è un bravo ragazzo e "gioca pulito". Ma anche arrivando alla fine della Lunga Marcia, cosa mai può desiderare un ragazzo che ha appena assistito a così tanta violenza, a tutta questa mancanza di umanità, a mille scene degradanti in nome di un obiettivo che pare così irraggiungibile?

 
La Lunga Marcia è un romanzo che merita di essere letto, se non altro per sfatare il luogo comune dello "Stephen King = scrittore horror". In questo romanzo non c'è nulla di sovrannaturale, non ci sono mostri, né fantasmi, né maledizioni. Questa storia è un viaggio allucinante attraverso un tipo di orrore che affonda le sue radici nell'animo umano, e non altrove. Cattiveria, cameratismo, spirito di sopravvivenza e conservazione, rassegnazione, speranza, fede, disillusione. Tutto questo e molto altro, firmato dalla penna di Richard Bachman (pseudonimo del buon King) ed edito per la prima volta nel 1979. Al momento in cui scrivo queste righe, siamo nel 2011. Poco più di trent'anni ci separano dalla Lunga Marcia. Eppure, leggendolo possiamo accorgerci di quanto attuali siano in realtà le tematiche affrontate in quest'opera.

 
Una lettura assolutamente consigliata a tutti!


Recensione a cura di Mattia

"La Lunga Marcia" di Richard Bachman (Stephen King), Sperling&Kupfer, 384 pagine, 9.90 euro



 Voto 8/10







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