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24 marzo 2011

Recensione | I VELENI DEL CRIMINE (Carlo Lucarelli)

Se avessi lo stile di Carlo Lucarelli, probabilmente comincerei questa recensione più o meno così: “C'è un uomo, uno scrittore, uno di quelli bravi, che sa raccontare delle storie, storie brutte, ma vere. E le racconta così bene che quasi dimentichi che sono vere. Però poi ci pensi su ed allora le cose cambiano, i ricordi si fanno vividi, la rabbia monta...”


Se avessi lo stile di Carlo Lucarelli, forse troverei una delle sue metafore per esprimere come questa recensione, ad eccezione che per i contenuti, cioè per le storie narrate, potrebbe essere valida per tutti gli altri suoi libri che trattano gli argomenti della trasmissione “Blu Notte” (“Misteri d'Italia”, “Nuovi Misteri d'Italia”, “Mistero in Blu”, “La Mattanza”, “Piazza Fontana”, “Storie di Bande Criminali, di Mafie e di Persone Oneste” e “Navi a perdere”; aggiungerei anche “La faccia nascosta della luna”, ispirato, però dalla trasmissione radiofonica “DeeGiallo”) e vi convincerei a leggerli tutti.

Se avessi lo stile di Carlo Lucarelli, riuscirei a tenere il lettore incollato al monitor finché non ha letto l'ultima parola di questa recensione, per poi farlo imprecare, perché è finita. 

In questo volume di cronaca, l'autore si sofferma sugli argomenti dell'ultima stagione del programma televisivo che conduce, temi che vanno dalle mafie (Mafia e politica, Racket ed Il clan dei Casalesi), agli affari di stato (P2, Tangentopoli, L'armadio della vergogna), al mondo del lavoro (Amianto) al giornalismo investigativo (Ilaria Alpi).

Carlo Lucarelli ha una grandissima abilità: quella di prendere una storia talmente ingarbugliata che, se fosse finta, nessuno scrittore riuscirebbe a concepire, ed a raccontarla come se fosse semplice e lineare, senza bisogno di ripetizioni o omissioni. 

Carlo Lucarelli ha anche un'altra grandissima abilità: quella di delineare con poche parole una situazione, un contesto, un'epoca. Sa mettere insieme quei pochi dettagli che servono al lettore per trovarsi esattamente nel luogo in cui si svolgono i fatti, pur stando ancora a casa sua, per poi cominciare a raccontare in modo sobrio, scorrevolissimo, pacato, ma diretto ed estremamente pregnante le vicende di cui vuole parlare, tenere vivo il ricordo. Riesce a trasmettere la sua rabbia, il suo dolore per le vittime al lettore. Sottolinea con maestria i punti essenziali della narrazione, arricchendola di dettagli sottili, quasi sfumati, ma efficacissimi nel contesto narrativo.

Una lettura estremamente interessante, per chi non ha seguito il programma televisivo ed un utile ripasso per chi non vuole dimenticare. Il tutto corredato da una buona bibliografia.

Recensione a cura di Diego

“I veleni del crimine” di Carlo Lucarelli, Einaudi, 490 pagg, 19,50 euro


 Voto 9/10








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