Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

30 marzo 2011

I LOVE ......New York!


Il J.F.K. sembra ormai un puntino nero all'orizzonte mentre il taxi sfreccia folle tra il traffico ai confini della Grande Mela. Ci stiamo avvicinando al centro nevralgico della vita newyorkese: destinazione Manhattan. Dieci dollari a testa e qualche spavento per le assurde manovre del tassista di turno sono il modesto prezzo da pagare per raggiungere il nostro albergo.

Verde. La prima cosa che mi viene in mente appena mi affaccio alla finestra dell'hotel. Verde, sconfinato nei suoi esigui quattro chilometri per ottocento metri. Un parco tutto sommato relativamente piccolo, eppure sorge lì, nel cuore di una città di cemento e metallo e hot dog e bistecche di bisonte. Verde. Central Park, un'oasi di pace interiore, un luogo che non è un luogo, sembra quasi non esistere. Central Park, il non-luogo dove ho avuto l'opportunità di leggere uno dei miei autori preferiti in lingua originale: sto parlando di Howard Phillips Lovecraft. Il libro in questione era nello specifico un'antologia commemorativa in edizione speciale dal titolo (forse un po' scontato) Necronomicon.



Sembra quasi un'antitesi, leggere Lovecraft a New York, città nella quale lui stesso visse un periodo tanto breve quanto infelice. Eppure le circostanze mi portano proprio a questo: un parco, anzi, "IL" parco ed un'ottima lettura. Trovata la panchina ideale, è solo questione di pochi secondi prima di venire risucchiato negli incubi di Lovecraft: mostri, alieni, creature misteriose e divinità aberranti sopite e celate alla vista dei più. Quando rialzo gli occhi dal libro, mi ci vuole un po' per capire dove mi trovo: ancora qui, ancora Central Park, ma qualcosa è cambiato. Forse sono io, forse è il mondo esterno. Però inizio a tremare; mi succede ogni volta con i suoi racconti, mi ci accosto con tutte le certezze che ho, e puntualmente queste vengono fatte a pezzi, ridicolizzate da un'unica emozione: la paura. Non chiedetemi perché, ma adoro leggere storie dell'orrore.




E poi torniamo di nuovo a New York. Un momento sono sull'Empire State Building a dominare il mondo con uno sguardo, un attimo dopo sono ai piedi di una bellissima donna che porta una fiaccola e sussurra LIBERTA'. E poi, e poi, e poi rincorro il traffico sul Brooklin Bridge e passo silenzioso accanto ai clochard all'angolo con la 5th Avenue, incontro il Buddha nel cuore esterno di Chinatown (purtroppo l'interno non è consentito a tutti i comuni mortali) e faccio visita ad una Little Italy da cartolina, forse anche troppo. E poi e poi e poi vedo Harlem e penso che il quartiere non è più come quello descritto nei film, ma è divenuto zona residenziale grazie al cielo, e poi vedo il Bronx ed anche lui non se la passa più così male, le aree sono tutte in riqualificazione e New York non è mai stata così bella.

E in mezzo a tutto le persone. I turisti. I newyorkesi. Gli immigrati. Un crogiolo di culture e influenze che non sarebbe nemmeno concepibile altrove. Lovecraft avrebbe avuto ribrezzo (tacciato di razzismo, in realtà il buon Howard era semplicemente un solitario per natura... non odiava la gente, ne aveva solo paura perché non la conosceva). Io mi limito a constatare come qui sembri tutto più omogeneo, le diverse etnie, le diverse usanze che invece di fare a pugni sembrano fondersi e creare un tutto paradossalmente e meravigliosamente armonico.

E poi, prima di tornare, un ultimo sguardo a Central Park. Un luogo non-luogo dove perdersi una volta di più in mille sogni, immagini, pensieri e poi sciogliersi nel paesaggio e tornare ad essere parola.


E poi. E poi. E poi apri gli occhi e sei a casa. Di nuovo a casa, con un bagaglio di emozioni indescrivibile, una voglia di tornare e una voglia di sognare. Forse ci tornerò, forse quella panchina a Central Park mi aspetterà ancora una volta per qualche nuova avventura tra le pagine di un Poe, o di un Tolkien, o di chissà chi altro. Forse...


A cura di Mattia

Se anche tu vuoi scrivere sulla tua città o su un viaggio che hai fatto, scrivi al nostro indirizzo: readersbench@gmail.com e clicca qui!

0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!