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8 febbraio 2011

Recensione | IO CONFESSO (John Grisham)

Non avevo mai letto prima d’ora qualcosa di John Grisham e posso dire di essere rimasto abbastanza colpito dal suo stile.
Solo adesso mi spiego come mai questo autore abbia riscosso tanto successo e i film tratti dai suoi libri siano diventati campioni di incassi.

La trama in breve:
A Topeka in Kansas, il pastore Keith Schoereder, viene avvicinato da un sinistro individuo.
Quello che,a prima vista, sembra un povero barbone si rivelerà uno stupratore seriale, responsabile di un omicidio del quale è stato incolpato un innocente: Dontè Drumm, ingiustamente accusato, rischia la condanna a morte.

Il criminale fa queste rivelazioni in punto di morte, cercando in qualche modo di redimersi e di salvare la vita di un innocente.
Unico problema: i fatti sono avvenuti in Texas, stato in cui la condanna a morte è vista come una soluzione estrema ma indiscutibile ai problemi sociali.

Nel frattempo a Slone, l’avvocato del condannato, Robbie Flak, si batte per far scagionare il povero ragazzo e mettere a nudo gli errori che sono stati commessi durante le indagini e il processo.

Il pastore, sulle prime titubante, comincia ad indagare e scopre che il moribondo dice la verità su alcuni dettagli.

L’uomo decide di partire, la sua destinazione: lo stato del Texas, il suo obbiettivo: cercare di fermare l’esecuzione.

Ho trovato il racconto molto avvincente; alcuni passaggi mi hanno davvero catturato e non vedevo l’ora di leggere la pagina successiva per vedere cosa accadeva.

Il ritmo non è mai concitato: a volte è lento ma non stanca il lettore, non fa provare quella sensazione di ansia che si verifica a volte in alcuni romanzi, quando lo scrittore si dilunga per aumentare la suspense.

Il libro affronta importanti temi sociali come la pena di morte; considerata l’unica forma di contrasto al crimine  viene spesso usata con troppa leggerezza senza appurare se realmente la colpevolezza di chi si sta mandando al patibolo.

Il condannato diventa perciò una sorta di agnello sacrificale sull’altare dell’ambizione e dell’avidità di alcuni attori coinvolti nella condanna e di chi ha la parola su quest’atto barbaro, con buona pace di Cesare Beccaria.

La cosa che mi ha colpito meno, sono i protagonisti del romanzo.
Una serie di personaggi triti e ritriti che si vedono in moltissime storie analoghe, sia in versione cartacea che in cellulosa: il nero bistrattato, il politico assetato di potere, persone all’eterna ricerca di celebrità, il criminale bieco e viscido.

Una considerazione a parte va fatta per il protagonista Keith Schroeder, si tratta di un pastore con tratti comuni a tanti altri in America,  è un uomo che ha spesso usato più le parole che i fatti ma quando si ritrova a dover agire non si tira indietro e compie un viaggio che lo porterà a vivere un’esperienza intensa.

Il viaggio inteso non solo come spostamento da un luogo all’altro, ma mezzo per affrontare esperienze che permettono alla nostra mente di superare le idee, le abitudini che, con il tempo, ci siamo imposti.

Non sono un esperto di Grisham e non saprei considerarlo uno dei suoi migliori lavori, ma questo libro l’ho trovato molto piacevole da leggere, interessante e profondo. 

Mi ha tenuto incollato per la suspense e l’incertezza che regalava pagina dopo pagina.

" Io confesso" di John Grisham, Mondadori, 437 pagine, 17 euro 

Voto 7/10




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