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22 febbraio 2011

Recensione| IL MAESTRO E MARGHERITA (Michail A. Bulgakov)

Un giorno qualcuno potrebbe obbligarmi a scegliere un libro, uno solo e salvarlo dalla distruzione. 

In quel tristissimo giorno, seppure a malincuore, non avrei dubbi e sceglierei di salvare “Il Maestro e Margherita”. 

La cosa più strana è che mi trovo in forte imbarazzo nell'indicare i motivi della scelta. 

Mi sento come una persona che, come me, non capisce niente di pittura, ma si trova davanti un quadro e pensa che sia stupendo. Tenterò, tuttavia, di spiegarmi.

Nella Russia degli anni '30 e più precisamente in una Mosca afflitta da problemi come la crisi degli alloggi ed il totale asservimento della cultura al regime comunista, giunge Woland, uno strano professore di magia, con il suo squinternato seguito. 

Egli altri non è che Satana, giunto per fare un po' di giustizia (sic). Dalle azioni di questo demone sui generis, che agisce come inviato di Dio e non come suo avversario, si scatena una sequela di avvenimenti che coinvolge tutto il mondo della cultura dell'epoca, fino a coinvolgere il Maestro, un ex-scrittore ricoverato in manicomio dopo aver scritto un romanzo sulla storia di Ponzio Pilato (riproposto lungo la narrazione come meta-romanzo), e la sua amatissima Margherita.

Il romanzo è, come molte opere di Bulgakov, fortemente autobiografico.

Infatti questo libro fu pubblicato postumo perché la censura non l'avrebbe mai ammesso, ma anche perché, quando l'autore l'ha scritto, egli era già caduto in disgrazia presso gli ambienti culturali. 

A chi mi chiede perché amare questo libro, non posso che rispondere: “Come non amarlo?” In esso c'è tutto: storia, humor, sentimento, politica, religione, fantasy, psicologia... La storia, grottesca, surreale è quanto di meglio ci possa aspettare da colui che è considerato l'erede di Gogol. 

La satira, ferocissima, amara, pungente, spietata, non lascia scampo alcuno e, poco a poco, l'intera società russa dell'epoca cade sotto il fuoco inesorabile delle parole di Bulgakov. Felicissimo l'espediente del meta-romanzo su Ponzio Pilato che verso la fine del racconto si fonde con la storia principale. 

La narrazione è scorrevole, ma la trama un po' intricata necessita di un pizzico di concentrazione in più. 

Soltanto a ripensarci, mi è venuta una gran voglia di rileggerlo...

Recensione a cura di Diego

“Il Maestro e Margherita” di Michail A. Bulgakov, BUR Classici, 525 pagine, 8.00 euro

Voto 10/10





1 commenti:

Mattia ha detto...

Bulgakov è davvero uno scrittore meraviglioso. Bellissima lettura, una delle mie preferite assieme a "Le Uova Fatali"!

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