Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

25 febbraio 2011

Libri al femminile| INTERVISTA A FEDERICA FREZZA

Cari Readers, oggi un appuntamento speciale per la sezione Libri al femminile.

Qualche settimana fa abbiamo avuto l’onore di recensire il suo primo libro Squeegee Boogie e l’autrice ci ha permesso di mettere in palio le ultime due copie per il nostro Giveaway!

Di chi sto parlando?
Di Federica Frezza, è ovvio!

Scrittrice, giornalista e non per ultimo, Youtuber di grande successo!

Potrete trovare, dopo l’intervista il link ai due video del nostro canale che contengono domande inedite!
Sono solo i primi minuti di una bella intervista che abbiamo realizzato qualche giorno fa.

Un sabato pomeriggio, via Skipe, abbiamo stabilito un ponte che collegava Latina a Londra.
Una bellissima intervista che si è protratta per più di un’ora!

E’stato divertentissimo e se possibile, Federica è ancora più simpatica e in gamba di quanto possa apparire nei suoi video.

Come nasce l’dea di aprire il primo canale, Bluebeam310?

L’idea del canale è nata per caso e con un ventaglio espressivo limitato. Mi ero fissata con il trucco,e come per ogni passione che mi travolge mi sono buttata a capofitto. Avevo voglia di provare, senza nessuna pianificazione. Nn era un problema per me che la mia faccia arrivasse sullo schermo di un’altra persona. La cosa mi divertiva e rappresentava un periodo della mia vita in cui cercavo di spegnere i pensieri e accendere la telecamere per occuparmi di me stessa. 

Dal 24 aprile 2009, la svolta, con il primo video sui libri. Come nasce l'dea e quando capisci che il canale può diventare veicolo per altre cose, oltre al trucco?

Avrebbe potuto essere molto prima di questa data. Alcune delle ragazze che mi seguivano,avevano notato il mio modo di parlare e avevano capito che oltre al trucco c’era qualcosa in più e che il mio modo di pormi derivasse dalla mia passione per la lettura. Non credevo che il mio modo di raccontarmi fosse particolare. Contemporaneamente ricevevo un sacco di messaggi che mi chiedevo cosa leggessi. I primi video non erano sui libri del momento ma una raccolta dei preferiti, di quelle mattonelle che mi avevano formato come lettrice.

Quindici video dove ti abbiamo visto cambiare look e ambientazione ma sono rimasti costanti constanti i protagonisti: i libri. Ricordi il primo libro che hai letto? Come è nata questa passione? Ti è stata trasmessa dalla tua famiglia?

Quando ero piccola trascorrevo ogni weekend dei miei nonni. Il momento che aspettavo con più trepidazione era la sera. Mia nonna veniva in camera per leggermi non le solite storie ma veri e proprio romanzi per l’infanzia come Il piccolo Lord o Il giardino segreto (il mio preferito). Non aspettavo che la settimana seguente e  che mia nonna andasse avanti nella lettura. Non ero ancora capace di leggere e già cercavo di seguire con il dito. Mia nonna è la lettrice più integerrima che conosca, una sola volta mi è capitato di consigliarle un libro. Lei odia profondamente l’immaginifico e L’ombra del vento di Zafon devo ammettere non è stata una buona idea. 

Dove acquisti i libri e per la scelta da cosa ti fai influenzare? 

Questa è la seconda domanda più frequente che mi viene rivolta nei miei video sui libri. Una delle cose che non capisco è come la gente riesce a fidarsi delle recensioni, io non lo farei. Mi fido dei gusti delle persone che amo,amici e conoscenti che mi dicono:”Questo lo devi leggere!”  Una recensione troppo entusiastica non mi esalata ma mi incuriosisce e mi spinge a verificare. L’unica utilità delle recensioni potrebbe essere quella di vedere se anche le altre persone condividono con me le stesse idee sul libro, un altro modo per condividere. Quando entro in una libreria sono in una sorta di trans. Ginger ha avuto la possibilità di conoscere questi miei stati di coscenza alterata. Una visita in libreria non viene mai fatta prima di rompere il porcellino. Arrivo in libreria come le donne dell’alta società vanno da Cartier, non mi preoccupo del prezzo di copertina né della pila di libri che mi cresce in mano.



Il prezzo dei libri è un argomento scottante. Sono giustificati secondo te i prezzi che leggiamo sule copertine dei libri?

Obbiettivamente credo che gli editori non abbiano nessuna colpa sul costo dei libri. Se costano così tanto è perché devono costare tanto; il prezzo è il  riflesso della situazione drammatica che stiamo vivendo. E’ un momento di radicale cambiamento e il prezzo dei libri è ultima propaggine; se si abbassasse questo non cambierebbe il fatto che nel nostro paese si legge pochissimo. I lettori ossessivi, come me, non credo si facciano scoraggiare dal prezzo. E’anche vero che gli editori ci marciano sopra e si fanno forti del fatto che gli accaniti acquisteranno sempre mentre chi non ha mai letto continuerà a non farlo. Certo, anche a me piacerebbe che i prezzi diminuissero e che la letteratura non fosse un business. Ma il lavoro deve essere retribuito, non siamo più nell’epoca del baratto ed ogni prestazione ha un prezzo, anche quella letteraria.

Letteratura al femminile: Zadie Smith, dopo l’esaltazione per le sue prime opere, credi che il suo successo sia ancora meritato? Vogliamo sapere i libri dell’autrice da non perdere!

Denti bianchi mi ricordo di averlo letto in italiano. Era già uscito L’uomo autografo e mi ricordo di essere stata attirata dalla copertina; realizzata dallo stesso artista che aveva lavorato per i Blur. Denti bianchi è il classico esempio in cui non è la storia a fare il libro ma sicuramente il modo in cui essa viene raccontata. Non so se l’autrice dopo essersi sentita dire di essere stata la cosa migliore successa nella letteratura negli ultimi 250 anni ci abbia creduto un po’ troppo e abbia perso un po’ di umiltà, indispensabile per questo lavoro. Resta comunque un autore di grande cultura e vivacità mentale, da consigliare assolutamente. 

Fred Vargas, sa che la vuoi uccidere? Spiegaci meglio il tuo amore e odio per la scrittrice francese e i titoli da non perdere.

Immagino di si perché è un po’ paranoica! Ammetto, di essere molto in disaccordo con quello che il suo guscio umano voglia fare in campo politico. Trovo che gli scrittori che si impicciano di politica siano molto pericolosi. Resta il fatto che per me è una scrittrice meravigliosa, forse solo Maigret e Poirot sono descritti così. Trovo il suo modo di scrivere perfettamente bilanciato, descrizioni bellissime ed è per questo che un po’ la odio. Naturalmente scherzo! Consiglierei di seguire le vicende del commissario dalla sua prima indagine: L’uomo dai cerchi azzurri. Anche se riconosco il fascino delle grandi collane di classici del giallo cioè quello di poter iniziare da dove si vuole e ricostruire di  volta in volta il momento che il personaggio sta vivendo. 

Grandi classici della letteratura inglese: Jane Austen, Richard Stevenson,Oscar Wilde. Como possono essere ancora contemporanei ed attrarre il letto di oggi?

Fondamentalmente perché non hanno tempo, si parla di sentimenti universali. Hanno fatto così tanta fatica ad arrivare al nucleo che compone quel pensiero o emozione. La prospettiva con cui un libro diventa un classico è quella di dimostrare continuamente la sua forza in campo. Penso a Jane Austen, alla sua attualità e al fatto che possiamo imputare a lei gran parte dei problemi delle donne di oggi. Qualche tempo fa su Formspring un ragazza mi chiese se avessi visto una miniserie sulla scrittrice inglese. Io, non volendo rispondere di no, ho preferito guardarmela e scoprire il riflesso che ha ancora oggi. Mi sono messa a pensare che cosa sarebbe stato dell mondo se Jane Austen avesse raccolto più rose. Non sarebbe stato auspicabile, ma saremmo state tutte libere dai vari Mr Darcy!

La fantasia e una straordinaria immaginazione fanno da sfondo non solo alla letteratura per l’infanzia, ma anche a quella per adulti. Mi viene in mente la tua passione per Tolkien.Cosa rappresenta per te?

Tolkien è le fondamenta del mondo. Si può leggere scegliendo di incamminarsi per il Mondo di Mezzo o riconoscere questa realtà come rilettura fantastica del mondo reale. Come Dante, molti secoli dopo di lui, Tolkien aveva scelto un modo politacally correct per criticare quello che nella realtà non gli piaceva. Un scrittura travolgente che non lascia scampo ed è inutile fuggire, non puoi correre da nessuna parte, ti prenderà lo stesso. 

Abbiamo imparato che ami spaziare da un genere all’altro, e la poesia? Il tuo amore è per Rimbaud e per Keats, giusto? Come è nata l’idea di video monografici su di lui?

Dell’idea ne parlavo con le persone intorno a me. A quanto pare ho la dote di raccontare con estrema passione le cose che amo. L’esempio che ho avuto è quello di mia madre, insegnate sensazionale, da lei traspariva una grande passione che insegna più di un Bignami. Per quanto un Bignami sia indispensabile in alcune situazioni.! Mi è capitato che qualcuno mi scrivesse e mi dicesse che proprio in quel momento stava preparando un esame su Keats. Altri, invece, che a quanto pare saltano alle superiori questo argomento, mi hanno ringraziato per averli aiutati a colmare un vuoto.

Reader’s Bench incarna diversi gusti e generi. Se ami leggere leggi ovunque e di tutto. Cosa ami leggere oltre ai libri? Mi riferisco a riviste e ai quotidiani. Come nasce la tua passione per i fumetti?Qualcuno fa ancora fatica a considerarli  con il dovuto riguardo, perché?

Adesso non ho un buon rapporto con le riviste. Ho avuto una lunga fase con Vanity Fair, adesso non lo compro nemmeno per sbaglio. Tra i quotidiani amo leggere il Times, mi fa sentire sempre aggiornatissima. Adoro e compro puntualmente diverse riviste musicali. La mia passione per i fumetti nasce nell’adolescenza ed è continuata negli anni. Tra i miei titoli preferiti sicuramente ci sono Rat-Man e Hell Boy per non parlare di Strangers in Paradise,, un fumetto che esula dai soliti stereotipi anche per i temi che affronta e che sicuramente non ha avuto la diffusione che meritava. Per quanto riguarda lo scetticismo delle persone sul mondo dei fumetti, accetto il loro punto di vista e dico, peggio per loro! Quando ero più piccola lavoravo in un negozio di fumetti; ero talmente presa che spesso mia madre era costretta a venirmi a prendere e a riportarmi a casa. Non dimentichiamo mai che leggere è una faccenda abbastanza privata ed è per questo che non mi sento di giudicare un genere rispetto ad una altro. 

Nei tuoi video hai parlato solo poche volte di autori italiani, alcuni esempi: I segreti del bosco vecchio di Buzzati, La coscenza di Zeno di Italo Svevo e la Storia confidenziale della letteratura italiana di Giampaolo Dossena. Come mai questa scelta? Ti ha influenzato il modo in cui la letteratura italiana viene insegnata a scuola? Hai letto e ti piace qualche autore italiano?

Ho avuto tutta una serie d insegnanti illuminati fino al liceo meno all’università. La mia scelta forse è dovuta al fatto che preferisco parlare delle strade meno percorse.Sono un lettore che viene estremamente coinvolto da ciò che legge ma con gli italiani divento abbastanza scettica. Anche i lettori più in voga come Lucarelli e Baricco non so perché li metto in discussione. Non so come difendermi vostro onore!I video sui libri non cambieranno perché qualcuno criticherà questo aspetto o continuerà a suggerirmi dei titoli da recensire. Ho un file che ho completato con tutti i suggerimenti , li leggo tutti ma prendo spunto solo fino ad un certo punto. Immagino che lo scopo sia quello di condividere, continuerà ad essere così e posso dire di esserne felice! Ma la lista non sarà mai così lunga da invalidare i libri che ho in mente di leggere. 

L’intervista potrebbe concludersi qui se tutti sapessero che sei autrice tu stessa. Grazie a te abbiamo avuto la possibilità di mettere in palio le ultime due copie del tuo primo libro: Squeegee Bogiee. Come nasce l’idea di scrivere un libro? 

Squeegee Boogiee non è il primo libro che scrivo è il mio primo libro che esce. Secondo me l’unico approccio alla scrittura è viversela come respirare. E’ qualcosa di cui non puoi fare a meno. Ho un modo di scrivere molto lento e l’idea può nascere da qualsiasi esperienza. Mentre sono nel traffico o dopo che ho vissuto una esperienza molto forte. Il passo successivo è trascrivere quel pensiero o emozione e cercare di renderlo immortale. Lanciare un razzo di segnalazione che venga visto o raccolto da qualcun altro. Non si diventa scrittore, lo sei e con ogni probabilità è un equipaggiamento di serie. 

Quanto c’è di autobiografico nel libro?

Vorrei precisare che mio nonno non è il personaggio orrendo del libro. Il punto da cui parte il libro sicuramente è autobiografico. Volevo fosse il più realistico possibile così come gli impulsi dei personaggi. Difficilmente avrei sopportato che un lettore mi dicesse “Ma va là, non credo ad una parola di quello che dici!”

Bologna, le sue strade e i locali vengono descritti con grande attenzione. Stessa cosa si può dire per la nostra generazione. Come puoi descrivere l’età che va dai 25- 30?

La scelta di parlare di Bologna di per sé è bizzarra perché in realtà non esco mai.  La fascia 25- 30 dei moduli è già strana di suo e c’è modo di renderla più strana o meglio di prolungarla il più possibile. Mi è capitato di parlare con persone anche più grandi di me, con un lavoro appagante, una grandissima carriera e ancora si chiedono cosa potrebbero fare o quale meta raggiungere. Mi auguro di mantenere questa vivacità di avere la possibilità di trasformare le mie passioni in un lavoro .Immagino che questa fascia d’età (i famosi 25-30) sia il momento in cui vengono lanciati i dati e tutto quello che hai vissuto è stato una preparazione all’oggi.

Squeegee Boogie è un metalibro. La protagonista vorrebbe diventare una scrittrice e nel libro ci sono due racconti che esulano dalla narrazione principale: la Guerra di sopravvivenza ai concerti rock e uno scritto sul tuo adorato Orson Welles. Come nasce l’idea e la cura per l’impaginazione? Per gli altri protagonisti ti sei ispirata alla realtà?

Io e la mia editor non ci capivamo, eravamo sue due binari paralleli che non si incontravano mai. Lei voleva che fosse tutto in unico carattere invece, secondo me, era  importante che i personaggi principali avessero un carattere di scrittura che li identificasse così come per le regole. La cura nei titoli e nella realizzazione dei capitoli volevo che aiutassero a scandire il tempo della narrazione. Squegee è il titolo di un font, di un carattere a cui ho voluto abbinare Boogie, una scansione ritmica ben precisa dall’Ouverture alla scritta The End. I personaggi del gruppo e i loro caratteri si ispirano, come diverse cose nel libro, a persone che realmente hanno fatto parte della mia vita.

Le presentazioni dei libri, sono momenti fondamentali per promuovere un libro? A quante hai partecipato per la promozione di Squeegee Boogie?

In realtà non tante come avrei potuto. Era importante che mi facessi conoscere ma fare la prezzemolina non faceva al caso mio. Spesso erano presenti le stesse persone del gruppo sopracitato, avevo degli ottimi controaltari! Le presentazioni erano molto brevi, nonostante la lunghezza del libro. L’obbiettivo era quello di far ubriacare il pubblico e rimandarli a casa ed aspettare il giorno dopo per le domande sul libro!

Uno degli aspetti che più mi ha colpito è stato l’uso di diversi registri e tanti modi di esprimersi: dialetto, slang bolognese sono solo alcuni dei tratti linguistici presenti. Come spieghi questa scelta?

All’epoca in cui ho scritto la scelta è stata del tutto inconscia. Le persone sono composte da tante sfaccettature, una delle quali è il modo in cui si esprimono, che cambia in base alle circostanze e alle persone che hanno davanti. Il mio obbiettivo era percorrere il reale e cogliere anche questo aspetto.

Il tuo pirmo romanzo,l’abbiamo già detto, ha nella musica il suo elemento fondamentale. Che cos’è per te la musica?

La musica ti cambia la vita. La musica è quella che scegli di comprare in un negozio o il brano che passa sull’autoradio della macchina accanto a te e che fa propsio al caso tuo, come se non aspettassi altro. Sono state tante le canzoni che mi hanno suscitato forti emozioni. Brani che ho riascoltato migliaia  anche se mentre scrivo non riesco ad ascoltare la musica, mi coinvolge troppo e non riesco a concentrarmi!

Puoi parlarci del progetto Gin in Teacups?

Gin in Teacuos è un ‘impresa! La cosa più simile ad un lavoro che abbia mai avuto in tutta la mia vita. Ad un unico stimolo, quello generato dalla musica, cerchiamo di rispondere attraverso diversi approcci. Tante macchine fotografiche per imprimere una sola cosa e per far conoscere gli artisti in un modo diverso. Il suo stile è sicuramente al femminile e senza preconcetti e la decisione è quella di occuparci di personaggi poco conosciuti al grande pubblico. Interviste anomale in cui sono gli stessi protagonisti a divertirsi per primi . 

Che cosa è la Blue Poets Society e che cosa ha a che fare con il concorso 9999 storie?

Il concorso nasce per celebrare i 10000 iscritti e per fare qualcosa di diverso che spingesse le ragazze a mettere da parte per un momento i pennelli e a prendere in mano le penne. Nello stesso momento avevo iniziato a tenere corsi di scrittura creativa. Ho scoperto quanto si impara insegnando e come un lampo, ho avuto l’idea di inserire nel mio nuovo libro un brano scritto dalla ragazze che mi seguono. Mi sono arrivate una trentina di storie complete che al quel punto hanno anche stravolto i piani che mi ero fatta sul libro. Non è stato difficile scegliere il vincitore; è stata dura dover scartare tante persone che si erano messe in moto con tanto impegno. Mi scocciava che per alcuni finisse tutto lì e continuavo a pensare ad un altro progetto che ha trovato uno sbocco naturale nella Blue Poets Society. Il numero zero celebra l’impegno e vuole comporre uno squadrone in cui ognuno può sentirsi libero di partecipare e fare goal nello stesso momento. La Blue Poets Society è al momento molto impegnativa e non nascondo che riserva potenzialità pressoché infinite. Unica regola: condividere e diffondere l’obbiettivo dell’autoproduzione.

Puoi darci qualche anticipazione sui prossimi impegni che ti vedranno coinvolta?

La prima cosa  al livello temporale è il concorso sulla serata degli Oscar. Il premio è sempre lo stesso: una serata al cinema con i Frezza Bros. Non sono sicura se sia un premio o una punizione! Su Bluebeam verrà organizzato un concorso sul mondo del makeup. La cosa bella è dare la possibilità di partecipare a diverse modalità che affrontano tanti ambiti. Gin in Teacups ha un calendario molto fitto. Sono in programma riprese di live sessions ed interviste ad autori e a grandi nomi della discografia internazionale.

Nel ringraziare Federica Frezza per la sua gentilezza e disponibilità vi rimando ai suoi tantissimi link:

Bluebeam310: http://www.youtube.com/user/bluebeam310
Prismatic310: http://www.youtube.com/user/prismatic310
Gin in Teacups: http://www.youtube.com/user/GinInTeacupsUK
The Blue Poets Society: http://bluepoetssociety.com/

Per vedere i video in esclusiva sul canale di Reader’s Bench, clicca qui!
A cura di Claretta

6 commenti:

Anonimo ha detto...

wow! interessantissima intervista! come si partecipa al giveaway per il libro della Fè? Lavoreirei gratis in miniera per averne una copia!

Claretta ha detto...

Carissima/o, il Giveaway l'abbiamo organizzato qualche settimana fa!

Anonimo ha detto...

oh no! :( non ditemi che me lo sono perso! sciagura su di meeeeeee!!!!

RolandOfGilead ha detto...

Bellissima intervista! Davvero interessante, molti spunti di riflessione e qualche libro che non conoscevo e dovrò recuperare XD

Grazie ^^

Anonimo ha detto...

mhem ... "La coscienza di Zeno" è di Svevo non di Calvino ..
Spero sia solo una svista ...

Claretta ha detto...

OOOps,sorry! Ho sbagliato ma ho subito corretto, :)

Posta un commento

Lascia un commento!