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28 gennaio 2011

Il vangelo secondo Biff - amico d'infanzia di Gesù (Christopher Moore)

Mi è spesso capitato in passato di essere deluso da libri cosiddetti “divertenti”: mi è capitato più volte di leggere romanzi e racconti presentati come esilaranti, ma che in realtà riescono solo a strappare qualche sorriso.

Ormai un po' rassegnato, ho deciso di dare una chance a Christopher Moore, un autore spesso primo in classifica all'estero, ma di non facile reperibilità in Italia, e devo dire che è stata una scelta azzeccata. Non ho dubbi nel dire che “Il vangelo secondo Biff” è uno dei più bei libri che abbia mai letto, sicuramente il più divertente.

Il libro si inserisce nel filone degli “pseudo-vangeli”, come “Il vangelo secondo Gesù Cristo” di Josè Saramago ed “Il vangelo secondo Giuda - di Beniamino Iscariota” di Jeffrey Archer, ma a rispetto a questi ultimi narra gli eventi in modo più leggero ed ironico, sottoponendo alla satira non solo il cristianesimo, ma anche altre religioni.

L'autore parte da un dato di fatto: a tutt'oggi non si sa praticamente nulla della vita di Gesù fino ai trent'anni, se non la storia della sua nascita (nei vangeli di Matteo e Luca) e dei vaghi accenni alla sua infanzia (nel vangelo di Luca). Per colmare questa lacuna e, soprattutto, per far sì che la storia sia narrata come realmente si è svolta, Gesù ordina all'angelo Raziel di riportare in vita quello che è stato il più caro amico del Messia, Levi detto Biff, un amico fedele ed affezionato, ma decisamente più scapestrato dell'illustre compagno di disavventure. È infatti dal punto di vista di Biff che veniamo a conoscere la vera storia di un Gesù molto umano, non nella sua natura, quanto nelle sue pulsioni, comunque represse, e nei suoi dubbi. Proprio uno di questi dubbi (cosa deve fare un Messia?) spingerà i due a partire per un lungo viaggio, abbandonando Maddy (Maria Maddalena), di cui entrambi sono innamorati, alla ricerca dei re Magi. Un viaggio che li porterà ad attraversare deserti, scalare montagne e guadare fiumi; conoscere le vie del Tao, apprendere il kung fu ed inventare il judo; combattere contro demoni millenari, incontrare lo Yeti e fingersi divinità indiane; tosare Yak, insegnare yoga agli elefanti e guardare gabbiani. Un viaggio che si concluderà come tutti sappiamo, nonostante le manovre di Biff per impedire che il suo amico si lasci uccidere per la salvezza dell'umanità.

Ho già detto che questo libro fa ridere, ma la sua forza è anche quella di presentare dei momenti meno leggeri, più sentimentali, che non spezzano il ritmo allegro della narrazione, ma lo addolciscono, mitigando l'effetto dei passi più grotteschi e triviali del romanzo.

Lungi da me dire che questo libro faccia riflettere, ma l'autore dimostra di aver fatto un discreto lavoro di ricerca che gli ha permesso di mettere in risalto alcuni punti di contatto tra la religione ebraico-cristiana e quelle del subcontinente indiano e senza dubbio ha fatto di tutto perché l'ipotizzata contaminazione orientale sulla religione di Cristo risultasse quanto più possibile realistica, nel quadro generale di surrealismo che pervade la storia.

La scrittura, come ci si può aspettare da un libro del genere, è fluida e scorrevole, ma mi sento di avvertire che il linguaggio a volte sboccato può infastidire chi è dotato di una maggiore sensibilità (niente di sconvolgente, comunque).

Consigliato a chiunque voglia ridere, non sguaiatamente, ma di gusto, a chi ha bisogno di un po' di spensieratezza ed a chi ha il gusto per l'ironia e la voglia di non prendersi sul serio. Sconsigliato a chi ha una religiosità particolarmente spiccata.

“Il vangelo secondo Biff – amico d'infanzia di Gesù” di Christopher Moore, LIT – Libri In Tasca, 574 pagine, 12.90 euro

Voto 9/10







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