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17 dicembre 2010

Libri al Femminile | INTERVISTA A CLIOMAKEUP

Continuano i nostri appuntamenti per la sezione “Libri al femminile”.

Quello di oggi è con una make up artist, autrice di libri di cosmesi e cura della pelle, nonché fenomeno di Youtube Italia.

Naturalmente parlo di Clio Zammatteo, più conosciuta come Cliomakeup!


Dal primo video girato quasi per caso quasi due anni fa, molte cose sono cambiate per la ragazza di Belluno!

Il messaggio di Clio è semplice: prendersi cura di se stesse, divertendosi. Il tutto condito dalla sua semplicità.

L’abbiamo intervista qualche giorno fa e non mento se dico che è stato come parlare con un’amica che non vedevo da tempo.

Quello di Clio Zammatteo è un vero e proprio fenomeno mediatico che oggi si concretizza con l’uscita del suo secondo libro Clio Beauty Care: La cura della pelle e i cosmetici fai da te, edito da Rizzoli.

Noi, che ci occupiamo di libri dal punto di vista dei lettori, non potevano non incontrarla e farci raccontare i retroscena del suo lavoro.
  • Quali sono le differenze tra il primo libro : Cliomakeup- La scuola di trucco e il secondo Clio Beauty Care-La cura della pelle e i cosmetici fai da te?
Quando mi è stato chiesto di scrivere il primo libro la mia esperienza come make up artist era agli inizi, la scelta quindi è ricaduta su un testo molto semplice che illustrasse le basi e “gli strumenti” del mestiere. Un percorso di crescita che mi accumunasse alle persone che mi seguivano. Il secondo libro è stato concepito dopo un altro anno di lavoro, quindi rappresenta per me un passo in avanti. Volevamo differenziare molto la prima dalla seconda uscita, focalizzandoci, questa volta, sulla cura della pelle e sulla realizzazione dei cosmetici fai da te, collaborando con esperti del settore. La cura della pelle, come dico sempre, è il primo step per avere una buona base per il trucco.

  • Voglio fare con te una sorta di visita guidata all’interno del libro, peraltro realizzato in modo che ogni sezione sia facilmente identificabile dal colore. Il libro si divide in quattro parti, ti va di raccontarci come è nata la prima, di colore celeste, sulle cure dermatologiche?

La sezione dedicata alla cura della pelle è nata chiedendo alle persone che mi seguivano, attraverso un video, quali erano i problemi che le affliggevano. Era importante concentrarsi sulle problematiche di tutti i tipi di pelle. Non sono una dermatologa e per quanto possano essere utili i mie consigli, si riferiscono sempre e soltanto alle mie esperienze con la mia tipologia d’incarnato. Il mio consiglio, alle ragazze che mi seguono, è sempre quello di affidarsi ad un dermatologo, una persona esperta, perché l’argomento è troppo vasto e delicato.

Ammetto i limiti del mio lavoro, affrontare un argomento del genere, senza i consigli di un esperto, sarebbe stato impossibile!


  • La collaborazione con Sara Albertuzzi, dermatologa presso l’istituto Auxologico di Milano, com’è nata?

Sono stati i responsabili della Rizzoli a metterci in contatto. Abbiamo lavorato insieme, selezionando le domande arrivate, soprattutto in base alle problematiche da affrontare e al target a cui il libro era rivolto. Purtroppo tante richieste che mi sono giunte non ho potuto inserirle non solo per favorire le problematiche giovanili ma anche per i limiti di spazio che il libro ci imponeva.

  • La seconda sezione, invece, facilmente identificabile dal colore verde, affronta il tema dei rimedi naturali. Come ti è venuta l’idea di affrontare questo argomento?

Guardando l’etichetta dei prodotti ci accorgiamo di come i “veri” ingredienti naturali, costituiscano solo una minima percentuale del totale. Per cui l’idea che mi è venuta è stata: “Perché non realizzare da sole maschere e detergenti? Magari fatti apposta per le nostre esigenze e tipologia di pelle! Così come da sole realizziamo le ricette in cucina possiamo fare lo stesso creando alcuni prodotti cosmetici!” Anche qui la collaborazione con gli esperti e la consultazione di diversi manuali mi hanno dato lo spunto per la sezione “verde” del libro.

Proprio come in cucina abbiamo elencato: ingredienti, strumenti e i tempi di realizzazione. Le ricette sono divise in base alla tipologia di pelle e questo rende il libro facilmente consultabile anche per chi lo prende in mano per la prima volta.


  • Anche la collaborazione con le erboriste ed esperte di cosmesi naturale, Allis Rasmussen e Gabriella Luraghi, ti è stata suggerita dalla Rizzoli?

Si, sono loro che, anche in questo caso, ci hanno messo in contatto. E’grazie a queste esperte che ho potuto realizzare la sezione dedicata alle ricette naturali del libro. Ho imparato tantissimo sui principi curativi di piante ed oli essenziali, ma soprattutto nuove ricette tutte da provare! Ok, conoscevo lo scrub di mia nonna fatto con farina di polenta e miele, ma ci sono tante altre nuove soluzioni!

  • La terza sezione è invece quella dedicata ai trucchi fai- da- te, ce ne puoi parlare?

Molto spesso mi sono trovata combattuta nel dire o meno la marca dei cosmetici utilizzati nei mie tutorial. Nel libro volevo proprio che passasse l’idea che se non abbiamo un prodotto, possiamo realizzarlo benissimo da sole! E’ vero, è comodo avere tutti i trucchi a disposizione, ma se siamo giovani e con pochi mezzi possiamo ricreare prodotti molto simili a quelli più blasonati sopratutto ombretti o rossetti personalizzati! Insomma, sperimentare e divertirsi sono le uniche regole del gioco!

  • La quarta è invece quella in cui offri spunti di makeup per le diverse stagioni. Ma la vera novità è rappresentata dal fatto che per la prima volta trucchi anche altre ragazze con soluzioni dal giorno alla sera. Come mai questa decisione? Chi sono le ragazze che interpretano i look del libro?

A differenza del primo libro, non volevo che ci fossi solo io questa volta a truccarmi. L’idea era quella di aver diverse tipologie di carnagione sulle quali provare le soluzioni di makeup migliori. La scelta allora è ricaduta su alcune amiche, ragazze normali  che si sono offerte come “cavie”.

Polly è una delle mie più care amiche, la sua visita a New York, è diventata l’occasione per farla posare per il servizio fotografico del libro.


Francesca è una mia amica italiana che,come me, vive nella Grande Mela, è stata davvero entusiasta quando le ho proposto di collaborare al libro! E’ stata così disponibile da presentarmi Cici, la ragazza dai tratti orientali, anche lei truccata da me per il libro.


Laura è un’altra mia amica italiana che vive a New York, insegna italiano, attrice e vera forza della natura!


Arlet è una ragazza di origini dominicane che ho incontrato ad una festa e fin da subito ho capito che poteva essere perfetta per il mio libro!


La scelta quindi non è ricaduta sulle modelle, ma sulle bellezze reali, quelle che vediamo tutti i giorni camminando per strada e per le quali, a differenza delle professioniste, non è stato necessario ritoccare le foto!


  • Com’è nata la collaborazione con la Rizzoli? Te lo chiedo anche a nome di tutti quei giovani autori che nella speranza di veder pubblicato il proprio libro si affidano spesso a case editrici poco serie. Puoi raccontarci la tua esperienza?

La mia collaborazione con Rizzoli nasce per caso, nel senso che sono stati loro a contattarmi. All’epoca il mio canale contava poco più di quattromila iscritti. Una loro collaboratrice mi ha notata e mi ha proposto la realizzazione di un manuale di trucco. Erano più di vent’anni che in Italia non usciva qualcosa di nuovo. Posso dire che la mia esperienza è diversa da qualsiasi altro giovane autore ed è nata dall’esigenza di scrivere un manuale su un argomento di cui non ci si occupava da tempo.
  • A proposito di libri e manuali di make-up, quanti titoli del genere possiedi? In un tuo vecchio video ne mostravi uno di Sephora. Hai qualche titolo da consigliarci?

Possiedo solo quattro o cinque manuali di trucco. Il mio preferito è sicuramente quello di Alex Box, makeup artist per Illamasqua.

Sfogliare il suo libro, fatto interamente di immagini, è la chiave per entrare nel suo mondo, fatto di contrasti e di colori accesi. Quello di una vera e proprio artista! Per me, in questo caso, dicono molto di più le immagini che le parole.


I manuali di trucco sono utili per imparare le basi ma poi, una volta apprese, bisogna farle proprie e stravolgerle! Nei manuali si ripetono spesso le solite indicazioni, bisogna invece incoraggiare il divertimento e la sperimentazione!


Alcuni libri, come quello di Sephora, propongono in minima parte dei trucchi più o meno riproducibili mentre per il resto sponsorizzano  i prodotti che si possono trovare nei loro punti vendita.


  • Il progetto grafico ha fatto la fortuna dei tuoi libri. L’idea è assolutamente vincente, soprattutto nella scelta del formato. Che cosa avevi in mente per la veste grafica dei tuoi libri?

Il progetto grafico inizia già con il primo libro, dall’idea dell’art director Francesca Leoneschi. Con lei, già dai primi incontri, ci siamo trovate in perfetta sintonia. La mia idea era quella che i toni pastello fossero dominanti e soprattutto che il libro  ricordasse gli anni Cinquanta; niente di moderno!Qualcosa di rassicurante, dolce e divertente! L’idea del logo con l’immagine di donna, che lei ha realizzato per il primo manuale, è davvero stupenda!


  • Essendo tu stessa autrice, vogliamo conoscere i tuoi gusti in fatto di libri. Cosa ami leggere? So anche che spesso “sfrutti” le ragazze per ricevere consigli sui libri da acquistare. Hai finito di leggereMangia, Prega e Ama di Elizabeth Gilbert? E che ci dici del libro: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer?

Il mio genere sono in assoluto i romanzi, mi piace rilassarmi leggendo un buon libro! Negli ultimi anni però la tecnologia aveva preso il sopravvento, appena avevo un attimo libero lo trascorrevo giocando con il Nintendo. Sono un’appassionata di giochi elettronici, lo sapete! Con il passare del tempo ho sentito sempre di più l’esigenza di dedicarmi a qualcosa di nuovo. Ho ripreso quindi a leggere, soprattutto in viaggio!

Qualche tempo fa ho chiesto alla ragazze che mi seguono qualche consiglio su un libro da acquistare. La scelta è ricaduta su Mangia, prega e ama di Elizabeth Gilbert. Il  caso ha voluto che mentre ero in viaggio per Washington trasmettessero il film omonimo con Julia Roberts.


Ho trovato molto interessante il libro anche se devo ammettere di essere ancora indietro con la lettura!

Il libro di Jonathan Safran Foer mi è stato consigliato da una mia amica, a dire la verità non l’ho ancora iniziato!

  • Cosa ne pensi del genere Chick-lit? Per farla breve, che cosa ne pensi di Sophie Kinsella, e dei suoi libri, bestseller in tutto il mondo?
Ho diversi libri della Kinsella: “La regina della casa”, “Ricordati di me”, tutta la serie “I love shopping”. Sono testi simpatici, divertenti e sei sempre sicura che la storia avrà un lieto fine. Sono libri che intrattengono e fanno sorridere perché ricchi anche di scene comiche.

  • Quando acquisti libri ti piace girare per librerie o acquistare online? Potresti dirci qualche indirizzo dove comprare libri a New York?

Amo in assoluto comprare nelle librerie. A New York ce ne sono alcune immense che mi piacciono, in cui i libri sono divisi per sezioni e all’interno si possono trovare caffè e gente seduta sui divani che sfoglia libri e riviste prima di procedere all’acquisto. Il posto che in assoluto frequento di più è Barnes & Noble. Ultimamente, spronata da un mio amico, ho potuto vistare una piccola libreria a Brooklyn, un ambiente familiare dove coccolano i clienti. Insomma amo le grandi librerie ma se posso cerco di dare il mio sostegno anche alle piccole realtà, meno forti economicamente  ma di certo luoghi in cui puoi essere ben consigliato da personale competente.

  • Come vivi il rapporto con i libri? Hai notato differenze tra il nostro modo di leggere e quello degli americani?

Una mia amica, che insegna italiano a New York, ( Laura, ndr) mi ha dato in prestito alcuni libri di Daniela Bosco. Erano gli stessi che lei affidava ai suoi alunni e spesso sfogliandoli mi capitava di vedere scritte e annotazioni. Io inorridivo alla sola vista! Ci abituano a rispettare i libri e per me, grande collezionista di Dylan Dog, la sola idea di rovinare un libro, mi terrorizza! Gli americani invece hanno un rapporto meno formale, leggono dovunque e amano fare “proprio” il libro che stanno leggendo. Il confronto con gli americani mi capita di farlo quando  a volte,leggendo le informazioni sul profilo di chi mi segue,rimango colpita da frasi come “Odio leggere” o “Che perdita di tempo leggere!”

  • Cos’altro ti piace leggere? Intendo giornali o riviste specializzate. Quali sono per te quelle da non perdere?
Per esigenze di lavoro e per passione personale non c’è rivista di moda che mi sfugga! Quella che apprezzo di più di tutte è Vanity Fair!   E’completa, ricca di rubriche e se devo scegliere preferisco l’edizione italiana a quella americana.

  • Adesso che conosco la tua passione per le riviste, ti chiedo: come è nata la tua collaborazione con Vouge Italia?
Anche in questo caso è nato tutto per caso. Una redattrice della rivista aveva notato il mio primo tutorial per Pupa, hanno chiesto il mio contatto ed è iniziata la nostra collaborazione. Per loro realizzo tutorial in cui interpreto temi ogni volta diversi.

  • Presentazione o incontro con le tue fan?
L’incontro più vicino ad una presentazione canonica che io abbia mai fatto è stato quello organizzato l’anno scorso al Cosmoprof. Essendo una persona non convenzionale, quello che mi piace di più, è organizzare incontri con le ragazze che mi seguono. Non avrebbe alcun senso fare una presentazione di un libro come questo, che più che spiegato va consultato!

  • Fazio e Saviano, qualche tempo fa nella loro trasmissione, impersonavano le ragioni per restare o meno nel nostro paese. La scelta di abitare fuori dall’Italia ti ha mai creato dei problemi?
Ho visto solo brevi spezzoni della trasmissione e posso dirti che penso spesso al fatto di tornare o meno, penso ai pro e ai contro della mia scelta. Poi mi dico che ho vent’anni, vedo e sento i miei coetanei in Italia e sono convinta che se non fossi stata negli Stati Uniti tutto questo non sarebbe mai successo. Allo stesso tempo ho dei momenti di sconforto e ho tantissima voglia di tornare in Italia. Gli amici ti sono vicini ma nei momenti del bisogno vorresti avere acconto a te le persone della tua famiglia. Convivo con questo sentimento e spero che un giorno ci siano le condizioni per tornare nel mio paese.

  • A proposito di televisione, come ci spieghi l’idea di non possederne una?
La vecchia coinquilina del nostro appartamento, amica di Claudio, ci ha regalato la sua televisione. I primi tempi a New York passavo giornate davanti alla tv, facevo continuamente zapping da un programma all’altro. Claudio mi  ha proposto di toglierla e di trascorrere il mio tempo in modo più costruttivo. Alla fine ho capito che aveva ragione, stare davanti alla tv, mi rubava troppo tempo. Amo i film e quando non posso andare al cinema li vedo sul web e allo stesso modo cerco di informarmi su quanto succede negli Stati Uniti e in Italia.

  • Per la sezione, Libri al femminile, ho intervistato altre tue colleghe di Youtube, adoperandomi affinché certe idee venissero superate. Quante preconcetti ancora esistono sul mondo dei tutorial?

Le classiche frasi che vengono dai ragazzi come:“ Pensate sempre ai trucchi!” ormai le accetto come regole a cui dover sottostare se fai video su Youtube. Nel mondo esterno ho notato, come è avvenuto al Cosmoprof,  frasi come: “ Non credo al fenomeno Youtube! ” Il problema è che sta perdendo di credibilità, sta diventando sempre più inquinato. E’ difficile, per esempio, trovare persone che non facciano video solo perché sponsorizzate. E’ normale allora che gli utenti non si fidino più o ritengano poco affidabile il mezzo. Io mi sono sempre imposta di pensare, per prima cosa, alle persone che mi seguono. Per questo ho deciso che le mie collaborazioni dovevano essere fatte al di fuori del mio canale.

  • Quanti preconcetti esistono ancora sulla donna che si trucca?
I preconcetti esistono perché siamo legati a quello che di noi pensano gli altri. Sono sicura che ci sarà sempre qualcuno che mi farà notare il trucco che indosso e che magari lo riterrà inadatto. Lo stesso Claudio e mia madre spesso mi dicono” Stai meglio senza trucco”. Il fatto è che quella è e rimane un’opinione! Quello che mi interessa è fare quello che mi sento! Se ho voglia di farmi uno smokey me lo faccio tranquillamente. Se gli altri mi criticano non mi importa! Il trucco è anche un modo per esprimere sé stessi e lo stato d’animo che viviamo in quel momento!
  • Quante mail ricevi o hai ricevuto? Che storie vi sono raccontate?
Nella mia casella di posta ci sono al momento più di 17.000 mail. Ne avrò lette già più di trentamila e proprio ieri mi è capitato di leggerne una di una ragazza che mi scriveva chiedendomi scusa perché nell’ultimo periodo mi aveva seguita poco.

Sono due mesi che la mamma non sta bene e  lei si sente parecchio giù per questo motivo.


Il ragazzo per farle tornare il buon umore le ha fatto trovare una copia del mio libro con una dedica: “Adesso basta, sorridi e vai a farti il trucco che ho visto a pagina ..”.


La parte più bella del mio lavoro e della mia avventura su Youtube è proprio quella di essere stata d’aiuto a qualcuno. Il trucco può essere un momento in cui dedicarsi a sé stesse e fare qualcosa che ci fa stare bene!


  • I tuoi progetti futuri? Hai intenzione di organizzare qualche incontro con le tua fan?
Non ho ancora organizzato niente! Ho intenzione di organizzare un incontro ma non mi sbilancio non sapendo esattamente i tempi! Sicuramente ho in progetto di stare con la mia famiglia. E per quanto riguarda i miei progetti di lavoro, non posso ancora rivelare i particolari!


Ringrazio Clio Zammatteo per la disponibilità che mi ha dimostrato.

Da sua fan ed iscritta posso confermare che è proprio la ragazza alla mano dei suoi video.

Mi dispiace per i nostri lettori uomini, oggi più che mai abbiamo parlato di Libri al femminile!