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3 novembre 2010

Recensione dell'Ospite d'Onore | LA CADUTA DEI GIGANTI (Ken Follett)

Secondo appuntamento con La Recensione dell'Ospite d'Onore. Questa volta il nostro ospite è un amico di noi Readers, l'Ingegnere Francesco Comandini, grandissimo amante della lettura e fan sfegatato di Stephen King (il Re). Quest'oggi, però, ci presenta l'ultimo libro di Ken Follet: La Caduta dei Giganti

Parola a Francesco

La Caduta dei Giganti è un Romanzo Storico ambientato nel ‘900. Il '900 appunto, secolo in cui è ambientata la trilogia "The Century", di cui questo volume rappresenta la prima parte. Il '900, secolo che troppo spesso ed ingiustamente viene tralasciato in tutti i gradi di istruzione: Gavrilo Princip uccide Francesco Ferdinando e scoppia la prima guerra mondiale, quel cattivone di Hitler alleato del Duce uccide sei milioni di ebrei e poco altro; queste sono le poche cose che vengono insegnate attualmente a scuola, eppure il '900 è il nostro secolo (dubito che bambini di 10 anni leggano il Blog, anche se male non gli farebbe). Con questo spirito mi sono avvicinato a "La Caduta dei Giganti", con lo spirito di imparare di più sul secolo nel quale sono nato. Ovviamente non è bastata l'ambientazione, anzi, LE ambientazioni, a farmi scegliere 'sto tomo (a proposito, sono 999 pagine, astenersi perditempo), un grande contributo alla scelta l'ha fornito l'autore, quel Ken Follett che ho imparato a conoscere con "Il Codice Rebecca" e ad apprezzare molto con quel Capolavoro che risponde al nome de "I Pilastri della Terra", e che considero uno dei migliori autori contemporanei (Il Re è escluso da questa classifica, egli è oltre), sia per il ritmo che per le situazioni che riesce a generare nei suoi romanzi, oltre alla capacità di saper creare suspense come pochi (Dan Brown, leggi ed impara!). Dopo questo bel pippone, passiamo alla recensione vera e propria.
Questa storia inizia il secondo giorno dell'estate del 1911, 13mo compleanno di uno dei nostri protagonisti, "Billy con Gesù", e, contestualmente, suo primo giorno di lavoro in miniera, per concludersi nel gennaio del 1924. Un arco di tempo molto ampio nel quale vengono raccontate le vicende di 5 famiglie: gli Williams, minatori del Galles, i nobili inglesi Fitzherbert, rappresentati principalmente dal conte "Fitz" e dalla passionaria Maud, la casata tedesca dei von Ulrich, i fratelli russi Peskov che inizialmente sembrano usciti direttamente dalla "Corazzata Potemkin" ed infine Gus Dewar, figlio di un senatore degli Stati Uniti. Intorno a questi personaggi principali ruoteranno un nugolo di comprimari, tra cui: ladri, poliziotti, soldati semplici ed alti ufficiali, "caste" dive e prostitute. Non mancheranno anche delle Guest Star come Re Giorgio V, Winston Churchill e Vladimir Il'ic Ul'janov, noto ai più come quel simpaticone del Compagno Lenin. Proprio a causa della miriade di personaggi presenti nell'opera, l'autore ha inserito un riepilogo degli stessi all'inizio del romanzo, mai scelta fu più azzeccata!
Dato il vasto numero di personaggi Follett è “costretto a muoversi" di luogo in luogo e, secondo me, riesce a farlo nel migliore dei modi; ci si trova sempre dove la storia è più interessante, la Londra in ansia per l'inizio della Grande Guerra, le schermaglie iniziali sul fronte Franco - Tedesco, l'attesa per l'entrata in guerra degli Stati Uniti. Tutto questo rende il racconto quasi totalmente privo di punti morti, portando spesso il lettore a chiedersi cosa stia succedendo in quel momento agli altri personaggi. 
L'autore, inoltre, è riuscito a rendere alla perfezione la Prima Guerra, una guerra combattuta più a livello diplomatico che sul campo di battaglia, una guerra fatta di lunghe attese e di continui capovolgimenti di fronte. A libro finito però, ci si rende conto che questa è l’unica cosa seria che viene raccontata, il resto è il nulla più totale, il perfetto materiale per le peggiori fiction targate Rai-Mediaset: amori cosiddetti impossibili, tradimenti, vessazioni sui più deboli, etc etc. Tutto questo è dovuto, secondo me, alla mancanza di un “Cattivo”, un’antagonista forte e credibile che avrebbe animato di molto questi scialbi avvenimenti; va detto però che il modo in cui è strutturata l’opera difficilmente avrebbe permesso una soluzione simile. A causa di questo quasi nessun personaggio riesce a spiccare, a farsi amare dal lettore, nonostante tutti abbiano una psicologia più o meno ben delineata. Fortunatamente c’è un’eccezione, rappresentata da quella Ethel Williams, una ragazzina che, nel corso degli anni, diventerà una donna bella, forte, testarda, sicura di sé, libera ed indipendente, la donna che ogni uomo vorrebbe accanto tant'è che nessuno nel corso del libro risulta immune al suo fascino.
Nonostante i difetti di cui ho parlato, il libro risulta comunque scorrevole, ben scritto e, nei tratti in cui viene raccontata la Storia, anche molto appassionante; infatti, così come ne "I Pilastri", in La Caduta dei Giganti colpisce la ricchezza e la precisione dei dettagli sul periodo storico (alcuni dei quali non potranno non strappare un sorriso). 
In conclusione ritengo che per una valutazione più precisa bisogna aspettare la conclusione della trilogia, ciononostante mi sento di dire che questo primo volume è un onesto romanzo, a tratti appassionante, ma non quel degno successore dei “I Pilastri della Terra” che tutti attendevamo con ansia.

PS: Visto che a me il tè non piace molto, contrariamente alle tradizioni del Blog, esprimerò il mio voto con una diversa unità di misura: la pinta di Guinness. Maggiore sarà il numero di pinte date al libro, minori saranno le pinte che bisognerà scolarsi per dimenticare quanto il libro abbia fatto pietà e misericordia, il tutto ovviamente sempre su una scala da 1 a 10.

Francesco Comandini

"La Caduta dei Giganti" di Ken Follett, Ed Mondadori, 999 pag, prezzo 25 €
Voto: 6,5 / 10