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12 ottobre 2010

Readers On Tour | GIALLOLATINO

Giovedì 30 settembre, ore 17.30, Piazza S. Marco, davanti al Museo Cambellotti.
Davide ed io ci ritroviamo proprio davanti al luogo deputato a ospitare l’evento Giallolatino, d’altronde non potevano che essere qui, poiché questo è uno dei pochi eventi legati al mondo dei libri nella nostra zona (per chi non lo sapesse, è la provincia di Latina).
S’inaugura la IV Edizione di Giallolatino, premio di narrativa ma non solo, occasione unica per il nostro territorio non solo di farsi conoscere ma soprattutto per parlare di libri!
Il Museo Cambellotti è uno degli spazi più belli che possiede Latina, non ci sono mai stata e sono rimasta davvero colpita, al suo interno era allestita una mostra fotografica con le foto del concorso che avevano nel delitto il loro tema centrale.
Tutto è ormai pronto per l’inaugurazione e allora via al taglio del nastro (giallo!) con Gian Luca Campagna, ideatore del Premio Giallolatino.
Passiamo in una piccola saletta; Campagna ringrazia il Comune di Latina per aver offerto uno spazio unico come quello del Museo Cambellotti con la sua Pinacoteca e il Museo delle Incisioni.
Prende la parola, l’assessore alla promozione culturale Fabio Bianchi, parla di Giallolatino come un’occasione importante di marketing territoriale e di come l’iniziativa sia interessata alla RTV, la televisione pubblica spagnola, che l’ha definito come l’appuntamento giallo per eccellenza in Italia.
Il primo incontro della manifestazione è dedicato a libro di Filomena Cecere, Il Pugnale di Ghiaccio, che chiude la saga dei cavalieri di Elidar.
Ad affiancarla nella presentazione ci sono:
Sara Cecere (in arte Saknara) pittrice pontina
Roberto Carlo Deri antropologo e professore di lettere, regista e attore
Andrea Carlo Coppi, scrittore milanese
L’autrice ci racconta che i ragazzi, protagonisti della saga, sono cresciuti e con essi le sfide da affrontare, si troveranno davanti ad imprese sempre più pericolose e questa volta dovranno vedersela con dei demoni che una strega ha risvegliato per sfruttarne i poteri.
La saga, strutturata in diversi episodi, appartiene sicuramente al genere fantasy ma in quest’ultima puntata si posso riscontrare elementi di esoterismo e noir.
Assistiamo questa volta a un'evoluzione del linguaggio e della forma con un’ambientazione che si avvicina al goth.
La saga di Elidar s’ispira, nella scelta dei luoghi in cui è ambientata la vicenda, agli ambienti naturali del territorio pontino: dai Giardini di Ninfa al Circeo, da Lago di Fogliano alla palude e al viaggio verso isole che sembrano essere proprio quelle pontine.
Il processo creativo della scrittrice si base sulle sue “supervisioni” notturne; di notte nei sogni le capita di entrare nella storia “ quasi come che i personaggi venissero a me”.
Per questo conosce così bene la realtà altra che ci racconta fatta di nomi di creature sconosciute e di luoghi misteriosi che ci aiuta a comprendere meglio con un dizionario e con illustrazioni realizzate dalla stessa autrice.
Le illustrazioni testimoniano un dinamismo profondo e permettono di seguire la sequenzialità degli eventi ma soprattutto piacciono al pubblico, anche infantile, che la segue.
Durante la presentazione del Libro la Cecere è stata affiancata da Roberto Carlo Deri, antropologo e docente di cinema e lettere che spiega come l’interesse per il fantasy sia dovuto al piacere sottile dello scandagliare i personaggi e le situazioni di un mondo parallelo e poi c’è la lotta sempiterna tra bene e male. Le scene di battaglia che sono raccontate non hanno nulla di splatter e non si trova compiacimento nello spargimento di sangue.
Le streghe, guaritrici sono le detentrici del potere magico, essendo donne hanno innata la capacità di andare oltre il naturale e nonostante tutto non perdono la loro femminilità.
A livello antropologico, attraverso i libri della saga, i personaggi affrontano l’infanzia, la pubertà e con questo capitolo l’adolescenza inaugurata dal simbolo della spada, il valore aggiunto di un passaggio iniziatico che prende il via dalla mitica Excalibur, dal Ciclo bretone e carolingio.
L’interesse dello studioso si sofferma anche sull’accuratezza della descrizione di usi e costumi e sulla costruzione di una società parallela alla quale si aggiunge una percezione emozionale dei personaggi.
All’incontro partecipa anche Andrea Carlo Coppi autore di noir e thriller ma soprattutto convinto sostenitore della contaminazione di genere e della libertà che un autore deve avere nel poter scrivere tutto ciò che gli passa per la testa, di esprimersi liberamente senza etichette.
Edgar Allan Poe del resto non è solo un autore di fantascienza, ma è il primo gotico per eccellenza, dello scrittore che scrive per diventare se stesso senza vincoli di sorta.  “Più è la creatività a mischiare le carte meno si cade nei cliché!”
In questo modo apprezza i tentativi di commistione della Cecere e ci parla della fortuna che negli ultimi anni sta avendo il genere urban fantasy, ambientazione urbana con elementi fantascientifici.
L’incontro termina con i prossimi impegni della Cecere, la sua scrittura in cambiamento si avvicinerà nel prossimo futuro al noir. A breve una raccolta di racconti gotici che avrà come tema le streghe e per Natale un’antologia in collaborazione con Cappi che affronterà come argomento gli angeli.
Il primo incontro inaugurale si chiude e i due Readers possono gustarsi una buona tazza di thè e chi ci segue, sa che a noi piace tanto!
Sabato 2 Ottobre, ore 17.30, Sala Conferenze, Teatro D’Annunzio, Latina
Oggi è un giorno speciale, non solo perché siamo qui, Davide, Claudio ed Io, tre dei Readers, ma soprattutto perché c’è la presentazione del libro “ La sequenza mirabile” Di Giulio Leoni, uno degli autori più importanti del panorama letterario italiano.
I Readers arrivano nella splendida sala, ancora vuota, il tempo di fare alcune foto e ha inizio il dibattito.
Giulio Leoni si avvicina al tavolo ed è accompagnato dalla scrittrice Filomena Cecere.
La storia del libro ruota intorno ad un enigma e alla passione per il gioco. L’interesse dell’autore si focalizza sulle passioni impossibili nelle quali spesso gli uomini s’imbarcano.
Il fatto poi che l’uomo si convinto di dominare o di essere padrone del gioco elaborando un sistema per violarlo non fa altro che alimentare il sistema.
Il sogno è di poter alterare l’ordine causale degli elementi, di avere qualche potere sull’ineluttabile.
La ricerca affannosa di Leoni è stata quella di trovare personaggi che si misurano con questa impossibilità e che interagiscono in una struttura ulteriormente complessa.
Nel libro i protagonisti appartengono al presente e al futuro, parlando di sé nel corso della loro storia personale.
La vicenda è narrata da uno scrittore che lo stesso Leoni ammette possa essere un suo alter ego soprattutto per quanto riguarda la razionalità.
Il processo creativo vede i personaggi che si presentano uno ad un davanti allo scrittore, un po’ come “I sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello.
Lo stesso Giulio Leoni ammette di essere uno “sfruttatore” di personaggi e di non seguire uno schema fisso ma di cambiare continuamente le regole.
La sequenza mirabile appare agli occhi di chi legge una netta chiusura con lo stile dei precedenti romanzi.
Il carattere contemporaneo dell’opera sembra stridere se si pensa al libro del 2000: Dante Alighieri e i delitti della medusa. L’interesse per la contemporaneità era già presente nei racconti dell’autore ma come lui stesso ci fa notare i romanzi storici sono innanzitutto contemporanei di se stessi.
Giulio Leoni ha un passato da illusionista ed ecco spiegato la fascinazione che lo scrittore ha per la vicenda e nei confronti dei personaggi della storia.
Un gusto infantile è quello per le illusioni e la magia, tentativo di raggiungere, attraverso mezzi umani effetti sovrannaturali.
E’ più facile che ci si affascini di una grande illusione che una verità blanda.
I riferimenti alchemici presenti nel libro ci ricordano dei tentativi che l’uomo fa per sopperire alla sua fragilità.
La Questione Fiumana ritorna dopo  “E trentuno con la morte” del 2003 ed è legato all’ambientazione del libro. Un fatto storico importante, poco conosciuto, oscurato dalle vicende successive.
Ne esce un libro con uno stile di scrittura rilassato e divertente, difficilmente riassumibile.
Un onore è stato per me incontrare e parlare direttamente con lo scrittore, una persona squisita alla quale ho parlato del nostro piccolo blog e che non si è risparmiato autografandomi due copie de " La Sequenza mirabile”. 
La conferenza si è chiusa con la premiazione da parte dell’assessore alla promozione culturale Fabio Bianchi, d’altronde Leoni è l’ospite d’onore di Giallolatino fin dalle prime edizioni.
L’unica cosa negativa è stata la scarsa partecipazione agli eventi di Giallolatino, uno dei pochi dedicati alla cultura nella nostra provincia.
Oltre agli incontri cui abbiamo assistito, il cartellone dell’evento aveva in programma incontri con Antonio Pennacchi autore di Canale Mussolini premio Strega 2010, Andrea Pinketts e il Generale Luciano Garofano che presentava il saggio “Assassini per caso”.


E’ inutile dirvi che dei libri menzionati saranno presto recensiti sul nostro blog. E chissà magari ci sarà anche un’intervista agli autori…..

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