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8 ottobre 2010

MARIO VARGAS LLOSA


La letteratura
permette di vivere
mille vite
e di esaudire desideri
che non potremmo mai
esaudire.






Nato a Arequipa in Peru' nel 1936, Mario Vargas Llosa, condivide con altri scrittori suoi conterranei un destino che lo vede crescere e maturare fuori dai confini del suo paese.

Tra i principali esponenti della letteratura sudamericana, Premio Nobel 2010, un primato che condivide con Gabriel Garcia Marquez.
Un rapporto ,quello con Marquez , che li vede prima amici e poi nemici per lungo tempo, schierati su fronti diversi.


Scrittore, autore di teatro e uomo politico, tanto da candidarsi alla presidenza del suo paese nel 1990, trascorre la sua vita prima in Bolivia,poi a Madrid e a Parigi. 
La sua carriera letteraria comincia nel 1959 con la raccolta di racconti  Los jefes ma è nel 1963 con La città e i cani che raggiunge il grande successo.
Nel 1966 esce La casa verde e nel 1973 Pantaleon e le visitatrici.
Il 1977 è la data d'uscita di La zia Julia e lo scribacchino.

Elementi fortemente autobiografici che fanno da lente d'ingradimento ad una società popolata da invididui che sono tutt'altro che modelli o punti di riferimento.
Critico e poco inquadrabile nel "realismo magico" di Marquez o Allende, conferisce alla letteratura la capacità di aprire nuovi orizzonti.
Sua è la missione del cantastorie, che non racconta leggende o miti arcaici ma la realtà che lo circonda, che racconta agli uomini per gli uomini il Bene e il Male.



"Molti anni fa, in Amazzonia, alcuni missionari raccontarono al giovane Mario Vargas Llosa dell’incredibile agitazione che aveva colto una piccola comunità di indios, quando s’era sparsa la notizia dell’arrivo imminente d’un cantastorie. La popolazione di cui facevano parte viveva isolata, sparsa in piccoli gruppi su una superficie immensa. Il cantastorie, con le sue notizie e le sue fantasie, era l’unico contatto che confermava loro di essere parte d’una comunità, d’un popolo e d’una lingua"




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