Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

13 settembre 2010

Recensione | SNOW CRASH (Neal Stephenson)

Il genere Cyber-Punk non è fra i miei preferiti, ma un paio di mesi fa avevo letto su un blog pescato a caso in rete, un ragazzo che descriveva i libri di questo genere che avrebbe visto bene in versione cinematografica. Al primo posto c'era proprio "Snow Crash" di Neal Stephenson. Il ragazzo paragonava l'autore del libro a Tarantino (paragone che tra le altre cose c'è anche in copertina n.d.r.) e la cosa mi ha intrigato.

Il mondo creato da Stephenson è un universo frammentato. Praticamente ogni cosa è un franchise. Dai luoghi di culto ai quartieri. Gli Stati Uniti d'America sono divisi e la costa occidentale è praticamente un miscuglio di piccoli stati capeggiati da fantomatici reggenti. Anche questi stati sono dei franchise.
In tutto questo si muovono i nostri due protagonisti principali.
Hiro Protagonist e Y.T..

Hiro è un hacker, esperto nell'arte della katana. All'inizio del libro si trova a consegnare pizze per il Franchise della Mafia di Zio Enzo per sbarcare il lunario, e proprio un incontro casuale con Y.T. porterà al susseguirsi di un evento dietro l'altro.
Y.T. è un korriere. il suo lavoro consiste nel portare qualsiasi genere di cosa da un punto A ad un punto B passando attraverso il traffico con l'uso di uno skateboard all'avanguardia e di un arpione calamtiato con il quale attaccarsi alle auto.

Il mondo creato dallo scrittore è caotico, surreale e a tratti confusionario e assurdo. Il paragone con Tarantino non è per nulla azzardato, anzi, alcuni momenti ricordano molto il trash tarantiniano. E' impressionante come l'autore anticipi alcune cose divenute realtà come il suo Metaverso, che rispecchia quasi in tutto e per tutto un Second Life o un Home della PS3, insomma una realtà alternativa 3D dove potersi incontrare e essere chiunque si vuole attraverso l'uso degli avatar (il libro è del 1992 n.d.r.).

La storia e i personaggi di questo libro si intrecciano alla perfezione, rasentando però a volte alcuni assurdi che faranno sorridere, ma che sono altamente voluti proprio a questo scopo. Non potrete fare a meno di ridere pensando a Raven, il cattivo di turno che inpala la gente lanciando giavellotti di bambù... oppure al Bibliotecario, un programma usato da Hiro per le ricerche, con il quale nescono continuamente scenette comiche sul fatto che non può fare congetture...è pure sempre un programma.

La fusione di informatica è mitologia sumerica è qualcosa di geniale. L'idea di un virus neuro-linguistico, lo Snow Crash appunto, che colpisce l'uomo è nuova e congeniata alla perfezione. All'inizio della lettura risulterà un pò difficile cercare di capire dove vuole andare a parare Stephenson, ma dopo si troverà un pò di linearità, anche se come nel mondo raccontato nel libro è il caos quasi sempre a farla da padrone.

"Snow Crash" è veramente un buon libro, che probabilmente trasportato su pellicola da Tarantino risulterebbe essere un film fenomenale e molto vicino al suo stile. L'idea di base l'ho trovata interessante con alcuni spunti da approfondire. L'unico difetto è che a volte data la poca linearità si fa un pò di confusione spazo-temporale, ma andando avanti nella lettura tutto si assesta e i nodi vengono al pettine. Se amate il genere e l'informatica è un libro che fa per voi. In caso contrario può risultare difficilino da digerire.


"Snow Crash" di Neal Stephenson, 551 pag, Ed Bur 11,60 €

Voto: 7 / 10


0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!